Alberobello – La Capitale dei Trulli


Alberobello. Una via del Rione Monti
Rione Monti

Intanto è bene specificare subito che i trulli non sono esclusivi di Alberobello, ma bensì presenti in tutta la valle d’Itria. Ad Alberobello sono particolarmente diffusi e assembrati in poco spazio, tanto da far assegnare al paese il titolo di Capitale dei Trulli.

Prima di parlare di Alberobello, devo aprire una piccola, ma interessante parentesi.


La Casa Rossa


A chi deve raggiungere Alberobello provenendo da Ostuni, Cisternino o Locorotondo, consiglio una breve deviazione prima di raggiungere il borgo meta della nostra visita, dirigendosi presso la Casa Rossa.

Alberobello. La Casa Rossa, ex campo di concentramento.
La Casa Rossa

Questa casa, chiamata ora Fondazione Don Francesco Gigante, si trova sulla strada comunale Alberto della Croce a 5/6 chilometri da Alberobello.

Perché questa deviazione?-Per conoscere una pagina della storia italiana durante la seconda guerra mondiale. Si tratta infatti di un campo di concentramento italiano di cui pochissimi ne conoscono l’esistenza.

Questa casa, chiamata appunto Rossa dal suo colore, fu adibita, nei primi mesi del 1940, a campo di concentramento o meglio di internamento e smistamento. Inaugurato esattamente il 28 giugno del 1940 fu chiuso il 3 settembre del 1943.

In questi due anni transitarono, in questa struttura, circa 200 internati tra Inglesi, Ebrei, Tedeschi in fuga dal III Reich, Ebrei italiani, ex Polacchi ed antifascisti.

Questa ex masseria è rimasta però operativa anche molti anni dopo la fine della guerra ancora come luogo di internamento e transito, questa volta però di ex Fascisti, uomini accusati di crimini di guerra e molte donne ex collaborazioniste provenienti da tutta Europa con al seguito i propri figli.


Chiusa questa breve e triste pagina di storia andiamo ad Alberobello.


Alberobello. Alcuni trulli del rione AIA Piccola.
Rione AIA Piccola

Storia dei trulli


La storia di queste costruzioni, che risale al ‘600, ha anche un aspettto un po’ grottesco se si pensa a come dovevano essere gestiti i trulli in caso di sopralluogo degli ispettori del Regno di Napoli.

Il potente conte Giangirolamo II, detto dagli storici dell’Ottocento il Guercio delle Puglie, si era costituito un feudo dando il via alla costruzione di un agglomerato di case assegnate  a famiglie di contadini che dovevano bonificare e coltivare le terre.

Alberobello. Trulli nel quartiere di AIA Piccola.
Trulli – Rione AIA Piccola

Il materiale che abbondava in quelle zone era costituito soprattutto da pietre calcaree e carsiche e sedimentario calcareo. Quello impiegato per la copertura dei tetti era costituito da lastre di pietra calcarea del luogo, chiamate chiancarelle.

L’autorizzazione del Conte alla costruzione, era però subordinata al fatto che tali strutture dovessero essere eseguite esclusivamente con muri a secco senza l’uso di malta: in questo modo e in queste condizioni nacquerò  così i caratteristici Trulli.


Ma tale metodo di costruzione fu anche un espediente studiato dal Giangirolamo per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli.  secondo una  legge in vigore fino al Settecento.

In base a tale legge, la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il regio assenso e in secondo luogo il consecutivo pagamento dei tributi. 

Così costruite, in caso di ispezioni ordinate dal governo del Regno di Napoli, le costruzioni potevano essere facilmente smantellate e poi rimontate successivamente.


Visita del Borgo



Il borgo non è molto grande per cui in una giornata sarà possibile comodamente visitarlo tutto.

Tanto per avere un’idea dell’agglomerato e decidere quindi come muoversi, sarebbe bene recarsi subito in piazza Gian Girolamo D’Acquaviva D’Aragona, dove si trova la terrazza Belvedere denominata terrazza di Santa Lucia e posare uno sguardo panoramico tutt’intorno al paese.

Alberobello è suddiviso in due distretti il primo denominato Rione Monti e l’altro Rione Aia Piccola.


Tra i due quartieri esiste una differenza sostanziale.


Alberobello – Rione Monti


Si tratta della zona monumentale composta da oltre 1000 trulli che sono disposti a schiera lungo otto stradine irregolari che salgono fino in cima al colle dove si erge la chiesa di sant’Antonio da Padova anch’essa costruita nelle forme del trullo.

Alberobello. Rione monti, stradina in direzione chiesa Sant'Antonio.
Rione Monti

E’ questa la zona prettamente commerciale anche se esistono alcuni punti e costruzioni di particolare interesse storico. Ricca di negozi di souvenir e di prodotti locali come cipolle, carrube e peperoncini pugliesi, è sempre affollata di gente particolarmente attratta dai trulli ben curati, dai colori, dalle rifiniture, dai particolari ovviamente molti dei quali creati ad hoc per attrarre sempre più i turisti.

Spesso le persone sono particolarmente attratte anche da alcuni misteriosi simboli dipinti sulla cupola dei trulli. Si tratta di messaggi dall’Aldilà, segni esoterici a cui affidare gli auspici di salute, di felicità e buon raccolto.


Alberobello – Rione Aia Piccola


Questo invece è il quartiere più vero, quello abitato dagli Alberobellesi e costituito da circa 400 trulli. Attualmente questa è l’unica zona non ancora toccata da attività commerciali.

Alberobello. Abitazioni a trullo nel rione AIA Piccola.
Trulli in AIA Piccola

Per questo motivo, essendo meno attraente per i turisti, qui non esiste assolutamente affollamento né alcuna sorta di confusione.

Di particolare interesse è il Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani e l’unico costruito, nella prima metà del settecento, con impiego di malta.

Alberobello. Il Trullo Sovrano, l'unico a due piani e costruito con malta.
l Trullo Sovrano

E’ possibile visitarlo e merita non perdersi questa opportunità, in quanto si possono osservare gli ambienti domestici, i vecchi arredi, peraltro tutti autentici, e capire meglio quindi come si svolgesse la vita all’interno dei trulli.

Il trullo Sovrano è stato  dichiarato monumento nazionale.


Alberobello – Gastronomia


Non dobbiamo dimenticarci però anche l’aspetto gastronomico di Alberobello.

Questa è la zona dell’Olio d’Oliva e del pecorino sia fresco che stagionato. Di particolare interesse sono le GNEMERIDDE O TORCINELLI (Frattaglie di agnello, capretto o agnellone ridotte a strisce e rinserrate a gomitoletti, da cui il nome, con le budelline dello stesso animale).

Si possono assaggiare anche i tordi macerati nel vino e i taralli in gusti diversi.



…nelle vicinanze


Per quanto riguarda le possibili escursioni nei dintorni si raccomandano Cisternino e Locorotondo, due borghi iscritti nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia ed Ostuni, la cosiddetta Città Bianca.

Una bellissima escursione è quella che si può fare in bicicletta percorrendo la cosiddetta Via dell’Acqua (vedi art. Cisternino e Locorotondo). Una stradina sterrata chiusa al traffico, per un tratto di circa dieci chilometri attraverso la campagna pugliese, tra le masserie.


Per eventuali contatti inviare email al seguente indirizzo: [email protected]


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