Mantova – La città dei Gonzaga

Mantova

Due giorni nella città del Rigoletto

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Mantova – Il Castello

Nella mia stupida fantasia, pensando a  Mantova, la immaginavo una città triste, avvolta dalla nebbia e dallo smog come altre città  del nord, vecchia e priva di interessi particolari. Il dubbio però è sempre una brutta situazione e crea ansia, per cui un giorno mi sono deciso  di passare un weekend in questa città per togliermi tutte queste incertezze. Appena ho cominciato a documentarmi ed approfondire certi aspetti e particolari di Mantova, subito mi sono reso conto  che forse anche due giorni completi sarebbero stati pochi per poter visitare con attenzione tutto quello di interessante ed importante c’era  da vedere. Quindi sono partito molto incuriosito e deciso a visitare attentamente la città. Ora posso affermare, senza ombra di dubbio, che Mantova è una bellissima città e merita veramente una gita; ricca di storia, di arte e anche di tradizioni culinarie importanti, integra la bellezza e l’interesse di tutti  questi aspetti con quanto offrono anche i tre laghi che la circondano formati dal fiume Mincio: lago Superiore, lago di Mezzo e lago Inferiore. Una passeggiata o meglio ancora una pedalata lungo il lago superiore in una bella giornata di sole ed una gita in battello nel bel mezzo del parco fluviale, arricchiranno ancora di più la vostra gita in questa città  lombarda.

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Mantova – Lago Superiore

 

Album fotografico di Mantova

 

Raggiungere Mantova è agevole e semplice. Dalla mia città (Lucca…tanto per dare un’idea), dista 250 km percorribili in due ore e mezzo, con traffico regolare e tutti in autostrada (Lucca-Firenze-Bologna-Modena poi da qui verso Verona con l’autostrada del Brennero ed uscita a Mantova).

Personalmente ho suddiviso la visita della città in due parti; il primo giorno dedicato al centro storico vero e proprio, ed il secondo alla visita del palazzo Tè, gita sul Mincio ed una pedalata lungo i laghi di Mezzo ed Inferiore.

Naturalmente, come sempre, questo articolo non vuole affatto sostituirsi all’uso della guida che anzi è indispensabile, ma dare solo qualche suggerimento sulle cose più importanti a mio parere (quelle che più mi hanno colpito), i tempi e le distanze, per cercare di ottimizzare al meglio la visita.

Centro Storico

Meglio accedere al centro storico dalla via San Giorgio nei pressi del castello.  Se si è arrivati fin qui con le biciclette, si possono lasciare subito all’inizio dello slargo del Sordello, legate agli apposti stalli. Davanti  a questi, può iniziare subito la visita, fermandosi presso la casa del Rigoletto, così chiamata perché scelta come dimora del leggendario buffone di corte dei Gonzaga, nell’ambientazione del melodramma di Giuseppe Verdi. Di fronte a questa casa, sul lato opposto, ci si può mettere in fila (una lunghissima fila) per la visita della Camera degli Sposi che personalmente mi sono perso  con gran dispiacere, ma la fila era veramente così esagerata che mi avrebbe ridotto notevolmente il tempo a disposizione per tutto il resto: consigliabile quindi prenotare prima in internet per non perdersi questo Capolavoro d’Arte.

Proseguendo, entriamo finalmente nella parte più larga e più pittoresca di Piazza Sordello, la bellissima piazza dove spicca il Palazzo Ducale che non si limita ad essere solo quello che vediamo dalla piazza: il Palazzo Ducale è un complesso esageratamente ampio, formato da diversi edifici, giardini, bei piazzali interni, chiese e dallo stesso castello, costruito ed ampliato in epoche diverse  sotto diverse casate tra le quali i Buonacolsi, i Canossa ed i Gonzaga. Visitarlo tutto occorrerebbe una giornata intera. Un bel giro  intorno alla piazza vi permetterà  di ammirare tanti bei palazzi e edifici  monumentali.

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Mantova – Piazza Sordello

In questo grande spazio cittadino, si trova anche il Duomo, la chiesa di San Pietro, che merita sicuramente una visita attenta, sia per quanto riguarda l’interno che l’esterno, in modo particolare il fianco est.

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Mantova – Chiesa di San Pietro (il Duomo)

Al termine della Piazza Sordello, dopo aver attraversato la Via Cavour, si prosegue in via Broletto, incontrando, subito sulla nostra sinistra, l’omonima piccola ma suggestiva piazzetta Broletto, dove la Fontana dei Delfini, segna il punto in cui nel 1890 venne scavato il primo pozzo artesiano per fornire acqua potabile alla città.

La piazza immediatamente successiva, continuando ancora per via Broletto, è la Piazza delle Erbe, animatissimo spazio cittadino chiusa sul lato occidentale da una sequenza di case con portici tardogotici e rinascimentali. In fondo alla piazza sulla sinistra si trovano la Torre dell’Orologio (visitabile…interessante è il funzionamento dell’orologio) e la Rotonda di San Lorenzo, tra i più antichi edifici religiosi di Mantova.

Questo è un punto della città che mi è piaciuto particolarmente, per cui suggerisco di andare avanti fino a Piazza Marconi, guardarsi un po’ attorno e poi tornare nella piazzetta Mantegna dove si trova l’altra bellissima chiesa rinascimentale di Sant’Andrea, la concattedrale  di Mantova insieme con San Pietro; molto bello e interessante  è  il  suo interno.

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Mantova – Chiesa di Sant’Andrea (Concattedrale)

La visita del centro storico, può considerarsi conclusa con il Castello di San Giorgio, eretto tra il 1390 e il 1406 da Bartolino di Novara a guardia del passaggio tra il Lago di Mezzo e il Lago Inferiore, e il giardino dei semplici realizzato dai Gonzaga nel 1603, facente parte anche questo del complesso del palazzo Ducale, dove venivano coltivate e studiate piante officinali e ornamentali.

A questo punto possiamo dire di aver visto i punti  più importanti del centro storico vero e proprio e quindi ci possiamo spostare un po’ verso l’esterno, per visitare un altro angolo molto caratteristico della città: le Pescherie Edificate nel 1536 e dedicate al commercio del pesce, le pescherie erano poste ai lati del ponte medievale che scavalca il Rio, il corso d’acqua che attraversa la città di Mantova dal lago superiore al lago inferiore.

Palazzo Tè e il Mincio

Una visita a parte, anche perché abbastanza defilato dal centro storico, deve essere dedicata al Palazzo Tè, una grandiosa villa suburbana tra le più belle e famose del ‘500, edificata per gli ozi dei Gonzaga da Giulio Romano. L’interno è formato da numerose sale decorate prevalentemente da Giulio Romano e dai suoi allievi, e prendono il nome dal tema delle decorazioni: la Sala del Sole, la Sala dei Cavalli, la Sala delle Aquile, la Sala dei Giganti, ed altre. Le decorazioni, i dipinti e gli  stucchi sono veramente belli e meritano un’attento sguardo, così come il giardino interno.

Riposarsi dopo tutto questo camminare a piedi per il centro storico, senza togliere tempo e spazio alla visita della città, a Mantova si può. Basta salire su una delle tante motonavi che pattugliano il fiume Mincio in largo e in lungo, e il gioco è fatto. In questo modo si può osservare ed apprezzare la città anche da un’altra prospettiva che altrimenti non sarebbe possibile.

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Mantova – Il Mincio

Il Mincio nasce a Peschiera, dal lago di Garda, e giunto nei pressi di Rivalta, rallenta la sua corsa dando origine alla Riserva Naturale delle Valli del Mincio, una palude che si estende per circa 1400 ettari dichiarata zona umida d’importanza internazionale. La riserva appare come un dedalo di canali contornato da canneti e cariceti dove tra la fitta vegetazione si naviga silenziosamente sulle acque colorate da ninfee, nannuferi, ibischi di palude e castagne d’acquaE’ il regno incontaminato degli uccelli acquatici quali Cigni, Aironi, Cormorani e altre specie che qui sostano e nidificano.

Poco prima di Mantova, il Mincio si allarga formando il Lago Superiore, il primo dei tre laghi che circondano la città.

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Alla fine di queste due giornate passate intensamente a Mantova, non rimane che un’ultima cosa da fare fortemente consigliata: una pedalata lunga la stupenda pista ciclabile che costeggia tutto il lago superiore, grande polmone naturale per gli abitanti della città, che qui possono trovare pace, relax e refrigerio nelle calde giornate estive. Il panorama, la quiete, gli scorci sul lago ed i colori, vi ricompenseranno largamente della fatica per i due giorni  intensi spesi a Mantova.

E per chiudere, alcuni accenni sulla cucina mantovana:

La cucina mantovana è l’insieme dei piatti della tradizione culinaria della provincia di Mantova, alcuni dei quali risalenti ai tempi dei Gonzaga. È una gastronomia molto apprezzata anche fuori dal territorio già nei secoli scorsi. È una cucina vincolata alla terra, dalle tradizioni contadine, ma risulta molto ricca e variegata. Diverse possono essere le varianti locali di uno stesso piatto. Tra i più noti troviamo: Tortelli di Zucca, Risotto alla Pilota, Capunsei, Stracotto d’Asino, Luccio in Salsa e molti altri ancora.

Note – Consigli – Avvisi – Curiosità

La Famiglia  Gonzaga ha contribuito in modo determinante allo sviluppo nei secoli della città.
Mantova è stata Capitale Europea della Cultura 2016
L’orario di visita della casa del Rigoletto è dalle ore 9 alle ore 18
Una buona, tipica e caratteristica trattoria per assaggiare i piatti tradizionali è l’Osteria dell’Oca in Via Trieste, 10
Per chi, tornando a casa, deve dirigersi a sud, consiglio di fare strada normale fino a Parma, facendo una breve sosta nel paesino di Brescello, celebre per la serie di film con Beppone e don Camillo. E’ stato ideato un percorso di tutti i punti dove sono state effettuate le riprese dei vari film…è una cosa simpatica.
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