Contributi di viaggio

I Viaggi di Alessandro

Mese: Novembre 2025

Sopot. La Casa Storta

SOPOT – Eleganza Baltica

Sopot, insieme a Danzica e Gdynia, forma la cosiddetta TRIPOLI DEL BALTICO, ovvero in Polacco la Trojmiasto. Essendo così vicina a Danzica , una visita alla città è inevitabile.


Sopot – Descrizione della città

Sopot è una di quelle località che si scoprono camminando lentamente ed è proprio con una passeggiata che inizia la nostra visita.

Molti sono i visitatori che arrivano a Sopot,  a conferma della sua ormai raggiunta fama turistica

Il lungo viale che vediamo nelle immagini, Via Monte Cassino, è la via centrale di Sopot, la passeggiata con la P maiuscola o, come diremmo in Italia, la via dello struscio.

La via è fiancheggiata da negozi molto particolari, sia nei generi trattati che nel tipo di struttura o per la posizione occupata , 

Questo vale anche per  i ristoranti, pub e bar che usano spesso anche richiami italiani per attirare ancor più l”attenzione del turista come nel caso del Ristorante Pinocchio.

Si sa: in Polonia tutto quello che sa di Italiano attira particolarmente l’attenzione dei Polacchi.

Ristorante Pinocchio.

Ma sicuramente la struttura che più di tutte le altre attira l’attenzione del turista, è la Krzywy Domek (Kshìvui Dòmek), considerata una delle 50 costruzioni più strane al mondo.

Sopot. La casa storta (Krzywy Domek)

Il suo design fu voluto da due giovani architetti che si ispirarono ad alcune illustrazioni fiabesche. L’edificio ospita negozi, bar, ristoranti e uffici.

Anche l’interno è strutturalmente molto singolare.


Sopot – Cosa Vedere

Proprio lungo la via Monciak, il nome bonariamente dato dagli abitanti alla via di Monte Cassino, spunta un edificio elegante e sobrio: è la Chiesa Garnizonowa di San Giorgio.

Questo è un gioiello neogotico con una torre alta quasi 47 metri che un tempo guidava le navi sulla Baia di Gdańsk.

Sopot. Chiesa di San Giorgio

Costruita come chiesa protestante, subito dopo la Seconda guerra è diventata chiesa cattolica e garnizonowa ovvero Chiesa Militare o della Guarnigione.

Una curiosità è costituita dal fatto che l’architetto tedesco che progettò la chiese non volle, per il suo operato, alcun compenso.

Al termine del vivace viale Monte Cassino, gli spazi finalmente si aprono, regalando una vista suggestiva su alcune delle particolari bellezze architettoniche di Sopot.

La città qui appare completamente diversa più curata e decorata.

Qui possiamo ammirare la storica Dom Zdrojowy, con le sue eleganti torrette e i tetti rossi che ne fanno uno dei simboli della città.

Sopot. La Dom Zdrojowy

Poco più in là, il maestoso Centro Balneare, con la sua iconica cupola e le terrazze panoramiche. Accoglie oggi ristoranti e caffè, offrendo un’atmosfera unica a due passi dal celebre molo.

Prima della passeggiata d’obbligo sullo stupendo molo, una visita dovuta è quella al mercato  dell’ambra.

Anche qui ha la sua importanza.

L’offerta è comunque buona sia per  la varietà degli oggetti che per il prezzo. Ma per la qualità, il design e la particolarità dei gioielli, il paragone con  Danzica non si pone affatto.

Sopot. Il mercatodell'ambra.

Video con Commento Audio


Il Molo

Dopo il pranzo in una piccola  e caratteristica trattoria, ci dirigiamo verso uno dei luoghi più iconici della città: il Molo di Sopot.

Sopot. Primo piano dello stupendo Molo.

La cosa strana che ci colpisce subito, è  vedere che ‘accesso al molo è a pagamento.

Ma questo però avviene solo nella stagione estiva.

Una scelta che serve a coprire i costi di manutenzione e a garantire un accesso più controllato.

Questo molo, conosciuto come Molo di Legno di Sopot (Molo di Bohaterów Monte Cassino), è il più lungo d’Europa.

Misura ben 511 metri che si protendono nel Mar Baltico.

Costruito per la prima volta nel 1827, è stato ampliato e ristrutturato più volte nel corso dei decenni, diventando non solo un punto di attracco per piccole imbarcazioni, ma anche una vera e propria passeggiata sospesa sul mare.

Dall’estremità del molo si gode di una vista magnifica: da una parte la spiaggia sabbiosa di Sopot sempre animata di bagnanti e sportivi, dall’altra il celebre Grand Hotel, uno degli edifici storici più eleganti della città, che aggiunge fascino alla scenografia.

Spettacolari sono le ampie spiagge di sabbia chiara, famose per la loro pulizia e per l’atmosfera vivace durante l’estate, quando turisti e abitanti del posto si ritrovano per prendere il sole, fare sport o semplicemente passeggiare sul lungomare.

Le ampie Spiagge

Conclusioni

Sopot non offre grandi monumenti o musei famosi, ma sa regalare atmosfera, eleganza e un ritmo rilassato: il luogo perfetto per una sosta che lascia il segno.

Sopot. Mix di Pierogi

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ELEOUSA – Il Villaggio Fantasma Italiano

Eleousa. Rodini Park, uno degli interventi  italiani

Eleousa – Introduzione Storica

Eleousa. Il lungo periodo coloniale, lasciò un’impronta sorprendente e ancora oggi ben visibile.

Tra gli  interventi tutt’ora più evidenti effettuati dall’Italiani a Rodi, troviamo il riordino del Parco di Rodini, con percorsi, ponticelli e zone verdi ancora riconoscibili…

…la riorganizzazione del porto di Mandraki, dove vennero edificati diversi importanti  palazzi pubblici ed il Mercato  Nuovo, tutt’ora efficiente e molto frequentato.

Ma l’intervento più  importante è stato sicuramente la fondazione di Eleousa, una piccola “città ideale” creata negli anni ’30 come villaggio modello per la popolazione della zona montuosa di Profitis Ilias. Ed è proprio da qui che parte il nostro percorso di oggi: Eleousa, un luogo quasi dimenticato, dove l’architettura italiana del periodo coloniale incontra la tranquillità della campagna rodiese.

Eleousa. Riprese dall'alto del villaggio.

Eleousa – Descrizione del Villagio

Arrivando da Kamiros, dopo circa 23 chilometri, ci ritroviamo all’improvviso in una piazza sorprendente, interamente costruita in stile italiano. Un luogo che merita una visita attenta, per comprendere perché sia stata realizzata proprio qui, quale fosse la sua funzione e a cosa servissero i vari edifici che la circondano.

Eleousa. Ripresa della piazzza dalla chiesa.

“Eleousa non era solo un villaggio: era un centro progettato per la comunità montana. Qui gli abitanti isolati, lontani dai centri principali potevano trovare un mercato, servizi sanitari, istruzione e sicurezza, tutto in un’unica piazza.

Un vero esempio di “città ideale” degli anni ’30, rimasta oggi testimone silenziosa di quel periodo. Seppur vissuta in un periodo storico particolare, la vita a Eleousa conferma che i rapporti tra italiani e greci erano generalmente buoni.

Gli italiani portarono servizi, infrastrutture e opportunità, creando un villaggio modello che serviva e rispettava la comunità locale che si trovava spersa ed isolata sulle montagne.

Eleousa. Montagne circostanti.

Eleousa – Organizzazione e dislocazione del villaggio

Sulla piazza centrale, gli edifici erano disposti con una logica funzionale.

Eleousa. Veduta dall'alto della piazza.

Ponendo lo sguardo verso il sanatorio,  a sinistra troviamo il mercato, a destra gli uffici e le strutture pubbliche, e in fondo alla piazza, davanti alla chiesa, il sanatorio stesso, con piano terra aperto e piano superiore per i pazienti.

Il Sanatorio

Pensato per la cura delle malattie polmonari, ospitava i pazienti nei piani superiori, mentre il piano terra era dedicato a servizi di supporto e spazi comuni.

Davanti all’edificio, una fontana antica testimonia ancora l’attenzione per l’estetica e la funzionalità dell’architettura coloniale italiana.

Vecchia fontana.

Il Mercato

Il mercato si trovava nel lungo edificio con gli archi. Era l’antica agora o mercato del villaggio ed era  qui che si svolgeva gran parte della vita commerciale del borgo.

Archi del mercato.

Aveva balconi curvi al primo piano, ma non è chiaro se tutto il piano superiore fosse adibito a negozi: sembra  ci fossero anche altri usi, forse magazzini o uffici.


Video con Commento Audio


Di fronte al mercato, si possono osservare altre strutture adibite a uffici amministrativi, probabilmente uffici comunali o analoghi; la stazione di polizia e la scuola.

Edifici bianchi amministrativi.

Ed infine, all’estremità occidentale della piazza, di fronte al sanatorio, si trova la chiesa dedicata a Sant’Charalambos, il cuore religioso e sociale di Eleousa.

Eleousa. Chiesa di Sant'Charalambos.

La sua architettura semplice e sobria, riflette lo stile funzionale del villaggio modello, senza elementi decorativi eccessivi, ma con un’eleganza lineare che si integra armoniosamente con gli edifici circostanti.


Conclusione

Dopo il 1947, con la fine del dominio italiano, Eleousa non fu più utilizzata come villaggio modello. La sua posizione isolata, la bassa popolazione locale e il forte simbolismo coloniale portarono al progressivo abbandono degli edifici, nonostante il progetto iniziale fosse stato concepito per offrire servizi completi agli abitanti della montagna e della campagna.”

Eleousa. Veduta dall'alto del territorio.

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Mdina. Palazzo in stile.

MDINA-La Città Silenziosa

Introduzione

Mdina. Mura nel centro storico.

Mdina. Forse non tutti sanno che, prima de La Valletta, la capitale di Malta era un’altra città: Mdina. Fondata dagli Arabi e protetta da imponenti mura, si estendeva fino all’attuale Rabat.

Poi, con il tempo e con la paura di non poterla più difendere, la città si ritirò dentro le sue fortificazioni, diventando quella che oggi chiamano “la città silenziosa”.

Mdina. Città vista dall'alto.

Dall’alto, Mdina appare come un gioiello dorato incastonato nel cuore di Malta.

Le sue mura perfettamente conservate racchiudono un labirinto di vicoli e palazzi in pietra chiara, dove il tempo sembra essersi fermato.

Attorno, il paesaggio si apre in colline e campi che ne esaltano l’isolamento e la maestosità.


Mdina – Visita della Città

Ma cominciamo con calma la visita della città, visto che oggi il tempo ce lo permette.

Mdina. Palazzi in stile maltese

Prima di  accedere all’interno è impossibile non fermarsi ad ammirare la maestosità delle sue mura. Imponenti e dorate dal sole, avvolgono la città  con un aura di mistero e nobiltà, e con il loro fascino attirano piccoli e grandi  artisti del pennello.

Attraversiamo la Medina Gate, con il suo bel  portale  abbellito da insegne dorate, set cinematografico di alcuni famosi film, ed entriamo all’interno della città.

Appena varcata la porta principale di Mdina, ci si ritrova in una piccola piazzetta che sembra sospesa nel tempo. Qui, tra le mura color miele e le finestre barocche, si percepisce subito la calma che ha reso famosa questa città, conosciuta come la città silenziosa.

Questa piccola scenografica piazza,  è uno spazio elegante e armonioso, dove sosta sempre una carrozza pronta a condurre in giro per la città  qualche turista romantico.


Mdina-Un po’ di Storia

Mdina ha origini antichissime: fu fondata dai Fenici intorno all’anno 700 a.C., poi fortificata dai Romani che la chiamarono Melita.

Quando gli Arabi conquistarono l’isola, ridussero la città per motivi difensivi, separandola da Rabat  e costruendo imponenti mura che ancora oggi la proteggono.

Mdina. Le sue possenti mura.

Dopo l’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni, in seguito diventati Cavalieri di Malta, Mdina perse il ruolo di capitale a favore di La Valletta, ma conservò il suo prestigio nobiliare.

Molti palazzi che arricchiscono la città, appartengono ancora oggi a famiglie antiche dell’aristocrazia maltese.


Passeggiando per le vie di Mdina, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato. Le stradine strette e silenziose, illuminate da una luce dorata che si riflette sulle pietre, sembrano condurre in un’altra epoca.

Mdina. Vecchie stradine

Ogni angolo è curato nei minimi dettagli: portoni in legno massiccio con antichi battenti in ottone, balconi fioriti, bellissime finestre a bifore.

E poi ci sono i ristoranti caratteristici, piccoli e discreti, nascosti tra i vicoli o all’interno di cortili eleganti.

Mdina. Targa stradale in ceramica.

Perfino le targhe in ceramica che indicano le vie meritano uno sguardo


Video con Commento Adio


Mdina – La Cattedrale

Dopo aver attraversato secoli di storia, arriviamo finalmente di fronte al monumento più importante e visitato de Mdina: la Cattedrale di San Paolo, ricostruita dopo il terremoto del 1693.

Mdina. La cattedrale

Varcando la soglia, si viene accolti da un interno luminoso e arioso, con una navata centrale ampia e bellissimo altare con volte ornate di affreschi.

Ammirevole e stupendo è il pavimento della chiesa, costituito completamente dalle tombe dei Gran Maestri dei Cavalieri  di Malta.


Conclusione

Ecco, questa è Mdina: la città silenziosa che ci conquista, passo dopo passo, con la sua eleganza sobria e i suoi dettagli perfetti.

Un luogo da scoprire lentamente, lasciandosi guidare dal silenzio e dall’armonia che avvolge ogni suo angolo.


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