Bobbio – Capoluogo della Val Trebbia


Il Capolavoro del monaco Colombano


Bobbio – Il Ponte Gobbo

Introduzione


I colli piacentini costituiscono una campagna viva e accogliente, dove si può trascorrere, in totale relax, un weekend dedicato all’arte culinaria e alla visita di apprezzabili elementi storico-culturali.

Proprio alle spalle di Piacenza si apre questo fiabesco fazzoletto di castelli, come quello di Agazzano, Rivalta e Rezzanello e borghi antichi come Bobbio, un piccolo ma bellissimo paese iscritto dal 2018 nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”.


Un po’ di storia


La storia di Bobbio ha origini antichissime, addirittura dalla preistoria alla colonizzazione romana. Proprio in epoca romana venne edificata la porzione del ponte oggi nota come il Ponte Gobbo.

Pur essendo un piccolo borgo, Bobbio è ricco di arte e cultura, il tutto concentrato in uno spazio molto ristretto. Passeggiare tra le  stradine di ciottoli e gli edifici in mattoni, è rilassante al punto che ci sentiamo quasi trasportati ai tempi del medioevo, quando la vita scorreva lentamente e in modo semplice.

Centro Storico

A dare inizio alla storia di Bobbio, fu il monaco irlandese Colombano, che costruì in questo luogo un’ abbazia benedettina, intorno alla quale si sviluppò il borgo, divenendo poi il centro economico della Val Trebbia.


Visita del Borgo


Abbazia di San Colombano

Si raggiunge l’Abbazia da via dei Mulini, tornando dal castello Malaspina, oppure da via San Lorenzo venendo da piazza Santa Fara. L’attuale abbazia, costruita su un preesistente edificio tra il 1456 ed il 1522, presenta un bell’interno ricco di affreschi, sculture ed altre opere interessanti.

Addossato all’Abbazia, in piazza Santa Fara, si trova anche il Museo della Città, che ripercorre in modo molto preciso il costituirsi dell’attuale centro urbano attorno al monastero nel corso di più di mille anni.


Il Duomo

Dalla contrada di Porta Nuova, o imboccando il Largo Grande provenendo da Piazza Santa Fara, arriviamo al piccolo salotto di Piazza del Duomo, tutta coronata da portici al di sopra dei quali si trovano antichi palazzi con facciate in mattoni e terrazzi in ferro battuto.

Il Duomo, con una facciata semplice affiancata da due campanili, è un perfetto esempio di arte e architettura emiliana del Quattrocento. L’interno, che merita un’accurata visita, è veramente bello e singolare. Presenta una pianta a croce latina ed è coperto da volte a crociera costolonate. Gli affreschi risalgono alla fine del XIX secolo, così come le decorazioni in stile bizantino del 1896.


Castello Malaspina

Altro monumento suggestivo che merita sicuramente una visita è il Castello Malaspina-Dal Verme che dalla collina domina il borgo con il suo possente maschio centrale.  Costruito nel XIV secolo, è stato la roccaforte dei Guelfi durante le lotte con i Ghibellini di Piacenza.

Castello Malaspina-Dal Verme

Meglio informarsi prima sugli orari di visita, che cambiano a seconda delle stagioni.


Ponte Vecchio o Ponte Gobbo

Ma la vera attrazione di Bobbio è costituita dal Ponte Vecchio o Ponte Gobbo o del Diavolo, divenuto ormai il simbolo di Bobbio. Il suo particolare profilo ondulato e contorto lo ha reso assolutamente singolare. Il ponte fu costruito in età romana ed ha una lunghezza di 280 metri con undici arcate. La leggenda vuole che fosse costruito,  con questo aspetto,  dal Diavolo stesso per spaventare i monaci del Monastero di San Colombano e impedire loro di attraversare i l fiume.


Prodotti Tipici

Anche quello culinario è un aspetto di Bobbio che non può assolutamente essere trascurato.
Come si può notare curiosando tra le botteghe del centro storico, i salumi, molto vari e nobilitati da una gloriosa tradizione, la fanno da padroni insieme con i profumatissimi funghi porcini.

Piatto tipico del luogo sono i Maccheroni alla Bobbiese, costituiti da pasta fresca fatta a mano utilizzando l’ago da maglia e conditi con sugo di stracotto.

Ma tanti e tanti altri sono i prodotti tipici, tra i quali dolci locali come il croccante di mandorle e zucchero, ed anche alcuni vini  come  il  Gutturnio,  l’Ortrugo e il Malvasia.


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