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La Valletta:  la città dei Cavalieri di Malta


La Valletta. Upper Barrakka Gardens.

La Valletta – Introduzione

La Valletta. Non sempre è un problema arrivare in una città nel tardo pomeriggio. Una volta sistemati in albergo, si può uscire per cercare un buon ristorante e intanto approfittarne per un primo sopralluogo.

La Valletta. Alla ricerca di un ristorante.

Così, tra le strade illuminate, al riparo dalla calura pomeridiana, si inizia a respirare l’atmosfera della città:

la Fontana dei Tritoni che brilla nella notte

il City Gate animato dal continuo via vai di visitatori,

le vie centrali affollate di turisti, osservando i primi dettagli che il giorno dopo diventeranno riprese più ragionate e luminose.


La Valletta – Visita della Città

La nostra giornata comincia con calma, alla fermata del bus.

La Valletta. Fermata del Bus.

Qui conviene fare attenzione. A differenza di come siamo abituati in Italia, gli autobus arrivano da destra, non da sinistra.

Quindi saliamo con attenzione sul nostro e ci dirigiamo verso il terminal principale della capitale, da dove si può raggiungere comodamente ogni angolo dell’isola.

Da qui inizia la visita di La Valletta. Dal terminal dei bus e dal viale che porta alla bellissima fontana dei tritoni, nelle immediate vicinanze del City Gate, ovvero dell’ingresso alla città.

Prima di entrare in città, è impossibile non notare le possenti mura che circondano La Valletta divenuta capitale della Repubblica di Malta dopo Mdina

La Valletta. Le mura.

A differenza della maggior parte dei turisti, che appena arrivati si riversano subito lungo Republic Street, la via principale che attraversa tutto il centro storico, io ho preferito un approccio diverso.

La Valletta. Republic Street.

Iniziare la visita de La Valletta dalla parte alta della città, che colpisce per l’eleganza dei palazzi: facciate in pietra dorata e tipici balconi maltesi in legno colorato.

Una chiesa scenografica, con una facciata luminosa e interessanti dettagli barocchi, una piccola piazza ampia, silenziosa e circondata da edifici armoniosi.

La Valletta. Chiesa

Dettagli insoliti che aggiungono carattere a questa zona della città, meno conosciuta dai turisti.

La Valletta. Dettaglio insolito.

La Valletta – Video con Commento audio


La Valletta – Barrakka Gardens e saluto del Cannone

La scelta di iniziare da qui la visita della città, è stata tutt’altro che casuale…Mancavano circa trenta minuti al consueto sparo del cannone, il tradizionale saluto di mezzogiorno alle navi che entrano ed escono dal Grand Harbour.”

Questo mi avrebbe dato il tempo perfetto per godermi con calma i Barrakka Gardens, uno dei luoghi più affascinanti dell’intera capitale.

Passeggiare tra questi giardini sospesi, tra pergolati, terrazze e statue, significa immergersi in un’oasi di quiete con una vista che si apre all’improvviso come un sipario sul Grand Harbour.

Da qui, affacciandosi sulle mura, il panorama è semplicemente straordinario: le fortificazioni che scendono verso il mare, le acque profonde del porto, le Tre Città che si stagliano all’orizzonte… un quadro perfetto per iniziare la scoperta de La Valletta, in un momento di pace prima del fragore del colpo di cannone.

La Valletta. Il saluto del cannone,

La Valletta – Verso la Co-Cattedrale

Dopo un ottimo e veloce toast in uno dei tanti locali che animano le vie della città, ci avviamo verso quella che è senza dubbio la principale attrazione artistica di La Valletta: la Co-Cattedrale di San Giovanni.

La Valletta. Coda alla Co-Cattedrale.


La coda è lunga e i controlli sono meticolosi, ma, una volta superato l’ingresso, possiamo finalmente varcare le porte di questo straordinario capolavoro.

La Co-Cattedrale di San Giovanni

Appena varchiamo la soglia della Concattedrale di San Giovanni, ci rendiamo conto di trovarci in uno dei capolavori assoluti del barocco europeo.

La Valletta. Interno della Co-Cattedrale.


Dall’esterno può sembrare una chiesa semplice, quasi severa… ma è entrando che si resta senza parole.

Pareti, colonne e volte ricoperte d’oro, intagli finissimi, marmi policromi e una ricchezza decorativa difficile da immaginare prima di vederla.

La Valletta. Arcate decorate.

Questa straordinaria cattedrale fu costruita tra il 1572 e il 1577, poco dopo la vittoria dei Cavalieri nella Grande Assedio del 1565.

Qui Cavalieri di San Giovanni riuscirono a respingere l’enorme armata ottomana guidata da Solimano il Magnifico.

La ricchezza che colpisce gli occhi non viene da un singolo “bottino”, ma da donazioni, tributi e ricchezze accumulate dai Cavalieri di San Giovanni, provenienti da tutta Europa.

La Valletta. Ricchezza della navata.


Nel corso dei secoli, ogni “lingua”, cioè ogni nazionalità dell’Ordine, finanziò le proprie cappelle laterali, cercando di renderle più belle e sfarzose delle altre: ecco perché ogni cappella è un piccolo gioiello a sé.

La Valletta. Le cappelle delle varie Lingue dei Cavalieri.

Sotto il pavimento, interamente ricoperto di lapidi in marmo intarsiate, riposano oltre 400 cavalieri, in uno dei pavimenti sepolcrali più spettacolari del mondo.

La volta affrescata da Mattia Preti, racconta la vita di San Giovanni Battista. Preti trasformò l’interno in un immenso teatro barocco, usando il colore e la luce per dare profondità e movimento a ogni scena.

LA  Valletta. Altare della chiesa.

E poi, nella cappella dell’oratorio, c’è uno dei tesori assoluti della cattedrale:
il capolavoro di Caravaggio, La Decollazione di San Giovanni Battista, l’unico dipinto che il maestro abbia mai firmato. Un’opera potente, drammatica, che da sola varrebbe la visita.

La Valletta. Dipinto del Caravaggio. la Decollazione di San Giovanni.

Il Dipinto del Caravaggio

Clip dopo clip, è impossibile non restare affascinati: la Concattedrale di San Giovanni non è solo un luogo di culto, ma una dichiarazione di potenza, fede e arte dei Cavalieri di Malta.
Un monumento che racconta secoli di storia… e che continua a stupire ogni volta che si entra.

La Valletta – Conclusioni

A questo punto, tutto ciò che abbiamo visto è più che sufficiente per concludere la giornata.

Anche io mi unirò al flusso di persone lungo Republic Street, per godermi finalmente una passeggiata tranquilla in questo viale animato e piacevole.

Sarà un’occasione per osservare con calma palazzi con i tradizionali terrazzi in legno colorati.

La Valletta. Terrazzi tradizionale colorati.

I tanti negozi che fanno da cornice a questo viale, e tutti quei dettagli che spesso sfuggono durante le riprese.

La Valletta. Terrazzo particolare.

Raggiungerò poi il terminal dei bus, dove, una volta salito a bordo, potrò riposarmi lasciando scorrere, davanti agli occhi, gli ultimi scorci di questa splendida capitale, prima di rientrare in albergo.

La Valletta. Vie della città.

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Sopot. La Casa Storta

SOPOT – Eleganza Baltica

Sopot, insieme a Danzica e Gdynia, forma la cosiddetta TRIPOLI DEL BALTICO, ovvero in Polacco la Trojmiasto. Essendo così vicina a Danzica , una visita alla città è inevitabile.


Sopot – Descrizione della città

Sopot è una di quelle località che si scoprono camminando lentamente ed è proprio con una passeggiata che inizia la nostra visita.

Molti sono i visitatori che arrivano a Sopot,  a conferma della sua ormai raggiunta fama turistica

Il lungo viale che vediamo nelle immagini, Via Monte Cassino, è la via centrale di Sopot, la passeggiata con la P maiuscola o, come diremmo in Italia, la via dello struscio.

La via è fiancheggiata da negozi molto particolari, sia nei generi trattati che nel tipo di struttura o per la posizione occupata , 

Questo vale anche per  i ristoranti, pub e bar che usano spesso anche richiami italiani per attirare ancor più l”attenzione del turista come nel caso del Ristorante Pinocchio.

Si sa: in Polonia tutto quello che sa di Italiano attira particolarmente l’attenzione dei Polacchi.

Ristorante Pinocchio.

Ma sicuramente la struttura che più di tutte le altre attira l’attenzione del turista, è la Krzywy Domek (Kshìvui Dòmek), considerata una delle 50 costruzioni più strane al mondo.

Sopot. La casa storta (Krzywy Domek)

Il suo design fu voluto da due giovani architetti che si ispirarono ad alcune illustrazioni fiabesche. L’edificio ospita negozi, bar, ristoranti e uffici.

Anche l’interno è strutturalmente molto singolare.


Sopot – Cosa Vedere

Proprio lungo la via Monciak, il nome bonariamente dato dagli abitanti alla via di Monte Cassino, spunta un edificio elegante e sobrio: è la Chiesa Garnizonowa di San Giorgio.

Questo è un gioiello neogotico con una torre alta quasi 47 metri che un tempo guidava le navi sulla Baia di Gdańsk.

Sopot. Chiesa di San Giorgio

Costruita come chiesa protestante, subito dopo la Seconda guerra è diventata chiesa cattolica e garnizonowa ovvero Chiesa Militare o della Guarnigione.

Una curiosità è costituita dal fatto che l’architetto tedesco che progettò la chiese non volle, per il suo operato, alcun compenso.

Al termine del vivace viale Monte Cassino, gli spazi finalmente si aprono, regalando una vista suggestiva su alcune delle particolari bellezze architettoniche di Sopot.

La città qui appare completamente diversa più curata e decorata.

Qui possiamo ammirare la storica Dom Zdrojowy, con le sue eleganti torrette e i tetti rossi che ne fanno uno dei simboli della città.

Sopot. La Dom Zdrojowy

Poco più in là, il maestoso Centro Balneare, con la sua iconica cupola e le terrazze panoramiche. Accoglie oggi ristoranti e caffè, offrendo un’atmosfera unica a due passi dal celebre molo.

Prima della passeggiata d’obbligo sullo stupendo molo, una visita dovuta è quella al mercato  dell’ambra.

Anche qui ha la sua importanza.

L’offerta è comunque buona sia per  la varietà degli oggetti che per il prezzo. Ma per la qualità, il design e la particolarità dei gioielli, il paragone con  Danzica non si pone affatto.

Sopot. Il mercatodell'ambra.

Video con Commento Audio


Il Molo

Dopo il pranzo in una piccola  e caratteristica trattoria, ci dirigiamo verso uno dei luoghi più iconici della città: il Molo di Sopot.

Sopot. Primo piano dello stupendo Molo.

La cosa strana che ci colpisce subito, è  vedere che ‘accesso al molo è a pagamento.

Ma questo però avviene solo nella stagione estiva.

Una scelta che serve a coprire i costi di manutenzione e a garantire un accesso più controllato.

Questo molo, conosciuto come Molo di Legno di Sopot (Molo di Bohaterów Monte Cassino), è il più lungo d’Europa.

Misura ben 511 metri che si protendono nel Mar Baltico.

Costruito per la prima volta nel 1827, è stato ampliato e ristrutturato più volte nel corso dei decenni, diventando non solo un punto di attracco per piccole imbarcazioni, ma anche una vera e propria passeggiata sospesa sul mare.

Dall’estremità del molo si gode di una vista magnifica: da una parte la spiaggia sabbiosa di Sopot sempre animata di bagnanti e sportivi, dall’altra il celebre Grand Hotel, uno degli edifici storici più eleganti della città, che aggiunge fascino alla scenografia.

Spettacolari sono le ampie spiagge di sabbia chiara, famose per la loro pulizia e per l’atmosfera vivace durante l’estate, quando turisti e abitanti del posto si ritrovano per prendere il sole, fare sport o semplicemente passeggiare sul lungomare.

Le ampie Spiagge

Conclusioni

Sopot non offre grandi monumenti o musei famosi, ma sa regalare atmosfera, eleganza e un ritmo rilassato: il luogo perfetto per una sosta che lascia il segno.

Sopot. Mix di Pierogi

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ELEOUSA – Il Villaggio Fantasma Italiano

Eleousa. Rodini Park, uno degli interventi  italiani

Eleousa – Introduzione Storica

Eleousa. Il lungo periodo coloniale, lasciò un’impronta sorprendente e ancora oggi ben visibile.

Tra gli  interventi tutt’ora più evidenti effettuati dall’Italiani a Rodi, troviamo il riordino del Parco di Rodini, con percorsi, ponticelli e zone verdi ancora riconoscibili…

…la riorganizzazione del porto di Mandraki, dove vennero edificati diversi importanti  palazzi pubblici ed il Mercato  Nuovo, tutt’ora efficiente e molto frequentato.

Ma l’intervento più  importante è stato sicuramente la fondazione di Eleousa, una piccola “città ideale” creata negli anni ’30 come villaggio modello per la popolazione della zona montuosa di Profitis Ilias. Ed è proprio da qui che parte il nostro percorso di oggi: Eleousa, un luogo quasi dimenticato, dove l’architettura italiana del periodo coloniale incontra la tranquillità della campagna rodiese.

Eleousa. Riprese dall'alto del villaggio.

Eleousa – Descrizione del Villagio

Arrivando da Kamiros, dopo circa 23 chilometri, ci ritroviamo all’improvviso in una piazza sorprendente, interamente costruita in stile italiano. Un luogo che merita una visita attenta, per comprendere perché sia stata realizzata proprio qui, quale fosse la sua funzione e a cosa servissero i vari edifici che la circondano.

Eleousa. Ripresa della piazzza dalla chiesa.

“Eleousa non era solo un villaggio: era un centro progettato per la comunità montana. Qui gli abitanti isolati, lontani dai centri principali potevano trovare un mercato, servizi sanitari, istruzione e sicurezza, tutto in un’unica piazza.

Un vero esempio di “città ideale” degli anni ’30, rimasta oggi testimone silenziosa di quel periodo. Seppur vissuta in un periodo storico particolare, la vita a Eleousa conferma che i rapporti tra italiani e greci erano generalmente buoni.

Gli italiani portarono servizi, infrastrutture e opportunità, creando un villaggio modello che serviva e rispettava la comunità locale che si trovava spersa ed isolata sulle montagne.

Eleousa. Montagne circostanti.

Eleousa – Organizzazione e dislocazione del villaggio

Sulla piazza centrale, gli edifici erano disposti con una logica funzionale.

Eleousa. Veduta dall'alto della piazza.

Ponendo lo sguardo verso il sanatorio,  a sinistra troviamo il mercato, a destra gli uffici e le strutture pubbliche, e in fondo alla piazza, davanti alla chiesa, il sanatorio stesso, con piano terra aperto e piano superiore per i pazienti.

Il Sanatorio

Pensato per la cura delle malattie polmonari, ospitava i pazienti nei piani superiori, mentre il piano terra era dedicato a servizi di supporto e spazi comuni.

Davanti all’edificio, una fontana antica testimonia ancora l’attenzione per l’estetica e la funzionalità dell’architettura coloniale italiana.

Vecchia fontana.

Il Mercato

Il mercato si trovava nel lungo edificio con gli archi. Era l’antica agora o mercato del villaggio ed era  qui che si svolgeva gran parte della vita commerciale del borgo.

Archi del mercato.

Aveva balconi curvi al primo piano, ma non è chiaro se tutto il piano superiore fosse adibito a negozi: sembra  ci fossero anche altri usi, forse magazzini o uffici.


Video con Commento Audio


Di fronte al mercato, si possono osservare altre strutture adibite a uffici amministrativi, probabilmente uffici comunali o analoghi; la stazione di polizia e la scuola.

Edifici bianchi amministrativi.

Ed infine, all’estremità occidentale della piazza, di fronte al sanatorio, si trova la chiesa dedicata a Sant’Charalambos, il cuore religioso e sociale di Eleousa.

Eleousa. Chiesa di Sant'Charalambos.

La sua architettura semplice e sobria, riflette lo stile funzionale del villaggio modello, senza elementi decorativi eccessivi, ma con un’eleganza lineare che si integra armoniosamente con gli edifici circostanti.


Conclusione

Dopo il 1947, con la fine del dominio italiano, Eleousa non fu più utilizzata come villaggio modello. La sua posizione isolata, la bassa popolazione locale e il forte simbolismo coloniale portarono al progressivo abbandono degli edifici, nonostante il progetto iniziale fosse stato concepito per offrire servizi completi agli abitanti della montagna e della campagna.”

Eleousa. Veduta dall'alto del territorio.

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Mdina. Palazzo in stile.

MDINA-La Città Silenziosa

Introduzione

Mdina. Mura nel centro storico.

Mdina. Forse non tutti sanno che, prima de La Valletta, la capitale di Malta era un’altra città: Mdina. Fondata dagli Arabi e protetta da imponenti mura, si estendeva fino all’attuale Rabat.

Poi, con il tempo e con la paura di non poterla più difendere, la città si ritirò dentro le sue fortificazioni, diventando quella che oggi chiamano “la città silenziosa”.

Mdina. Città vista dall'alto.

Dall’alto, Mdina appare come un gioiello dorato incastonato nel cuore di Malta.

Le sue mura perfettamente conservate racchiudono un labirinto di vicoli e palazzi in pietra chiara, dove il tempo sembra essersi fermato.

Attorno, il paesaggio si apre in colline e campi che ne esaltano l’isolamento e la maestosità.


Mdina – Visita della Città

Ma cominciamo con calma la visita della città, visto che oggi il tempo ce lo permette.

Mdina. Palazzi in stile maltese

Prima di  accedere all’interno è impossibile non fermarsi ad ammirare la maestosità delle sue mura. Imponenti e dorate dal sole, avvolgono la città  con un aura di mistero e nobiltà, e con il loro fascino attirano piccoli e grandi  artisti del pennello.

Attraversiamo la Medina Gate, con il suo bel  portale  abbellito da insegne dorate, set cinematografico di alcuni famosi film, ed entriamo all’interno della città.

Appena varcata la porta principale di Mdina, ci si ritrova in una piccola piazzetta che sembra sospesa nel tempo. Qui, tra le mura color miele e le finestre barocche, si percepisce subito la calma che ha reso famosa questa città, conosciuta come la città silenziosa.

Questa piccola scenografica piazza,  è uno spazio elegante e armonioso, dove sosta sempre una carrozza pronta a condurre in giro per la città  qualche turista romantico.


Mdina-Un po’ di Storia

Mdina ha origini antichissime: fu fondata dai Fenici intorno all’anno 700 a.C., poi fortificata dai Romani che la chiamarono Melita.

Quando gli Arabi conquistarono l’isola, ridussero la città per motivi difensivi, separandola da Rabat  e costruendo imponenti mura che ancora oggi la proteggono.

Mdina. Le sue possenti mura.

Dopo l’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni, in seguito diventati Cavalieri di Malta, Mdina perse il ruolo di capitale a favore di La Valletta, ma conservò il suo prestigio nobiliare.

Molti palazzi che arricchiscono la città, appartengono ancora oggi a famiglie antiche dell’aristocrazia maltese.


Passeggiando per le vie di Mdina, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato. Le stradine strette e silenziose, illuminate da una luce dorata che si riflette sulle pietre, sembrano condurre in un’altra epoca.

Mdina. Vecchie stradine

Ogni angolo è curato nei minimi dettagli: portoni in legno massiccio con antichi battenti in ottone, balconi fioriti, bellissime finestre a bifore.

E poi ci sono i ristoranti caratteristici, piccoli e discreti, nascosti tra i vicoli o all’interno di cortili eleganti.

Mdina. Targa stradale in ceramica.

Perfino le targhe in ceramica che indicano le vie meritano uno sguardo


Video con Commento Adio


Mdina – La Cattedrale

Dopo aver attraversato secoli di storia, arriviamo finalmente di fronte al monumento più importante e visitato de Mdina: la Cattedrale di San Paolo, ricostruita dopo il terremoto del 1693.

Mdina. La cattedrale

Varcando la soglia, si viene accolti da un interno luminoso e arioso, con una navata centrale ampia e bellissimo altare con volte ornate di affreschi.

Ammirevole e stupendo è il pavimento della chiesa, costituito completamente dalle tombe dei Gran Maestri dei Cavalieri  di Malta.


Conclusione

Ecco, questa è Mdina: la città silenziosa che ci conquista, passo dopo passo, con la sua eleganza sobria e i suoi dettagli perfetti.

Un luogo da scoprire lentamente, lasciandosi guidare dal silenzio e dall’armonia che avvolge ogni suo angolo.


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Lubiana vista dall'Alto.

Lubiana – La città del Drago

Lubiana. Il castello la domina dall’alto della collina, il drago troneggia  sul Ponte, il parco é il suo polmone verde e Il fiume  le dona  un’impronta inconfondibile grazie ai suoi interessanti ponti.

Benvenuti a Lubiana


Lubiana – Prima Impressione – Piazza Presernov

Il primo approccio con la città , la  piazza Presernov, ci lascia  subito incantati. Da qualunque parte ci giriamo, non vediamo altro che bellezza. Bei palazzi molto ben curati e negozi in armonia  con l’ambiente.

Lubiana. Piazzza Presernov, il fulcro della città.

Questo grande spazio scenograficamente aperto sul fiume Ljubljanica, già al suo interno raccoglie diverse attrazioni di particolare interesse turistico. Tra queste lo strano ed originale ponte a tre vie,  il monumento a Preseren, un grande poeta sloveno e la chiesa dei Francescani in stile barocco italiano.

Il Fiume Ljubljanica

Ma in modo particolare ci sentiamo circondati ed attratti da questo importantissimo fiume, la Ljubljianica. Questo fiume regala alla città qualcosa di unico e singolare, un’atmosfera inconfondibile grazie ai suoi interessanti ponti e pittoreschi lungofiume del centro storico cittadino.

Lubiana. Il fiume.

I Ponti sul fiume

I ponti sotto i  quali scorre il fiume, sono tanti e molto utili, oltre che caratteristici. Sicuramente il primo per importanza è il famoso ponte dei  dragoni, dove troneggiano ai quattro lati altrettanti  draghi.

Lubiana. Il Ponte dei Dragoni.

Il Drago è divenuto ormai il simbolo della  città, grazie ad un’antica leggenda.

Per non parlare poi del ponte  dei macellai che unisce la riva sinistra al mercato e alla  cattedrale. Più a sud il ponte pedonale unisce il centro storico con la parte moderna di Lubiana ed infine, il ponte dei Calzolai dove sorgevano  un tempo le botteghe di questi artigiani da cui anche il nome del ponte.

Le sponde della Ljubljanica oggi sono un vivace punto di ritrovo per le bellissime passeggiate, con numerosi caffè e ristoranti all’aperto.

Ed é proprio per tutto questo che  si può affermare, a ragion veduta, che Il fiume Ljubljanica dona alla città, un’impronta inconfondibile.

Lubiana. Turisti che passeggiano lungo fiume.

Lubiana – Il Centro Storico

Lubiana. Centro storico visto dall'alto.

La parte del centro storico più frequentata e più ricca di interessi artistico-culturali, è tutta quella zona che si trova all’interno dell’ansa della Lubljanica, ai piedi del castello.

Ampi spazi dove potersi sedere ad un tavolo a chiacchierare. Belle strade piastrellate e bei palazzi. Vicoli caratteristici, angoli pittoreschi della città  alta e tanti, tanti locali uno accanto all’altro lungo le rive del fiume dove poter bere e mangiare.

Lubiana. Passeggiata lungo fiume,

Video con Commento Audio


Lubiana – Il Mercato Coperto

Una volta attraversato il ponte a tre vie, lunga la riva destra del fiume, troviamo l’originale mercato. Un lungo colonnato coperto, sorretto da colonne in stile neo-dorico.

L’architetto Plecnik, che molto aveva lavorato alla ristrutturazione di Lubiana, ideò questo tipo di mercato coperto con l’intento di superare la concezione del mercato centrale al coperto.

Lubiana – La Cattedrale

L’attrazione più appariscente e forse la più visitata, è sicuramente il castello. Ma  prima di salire sull’affollatissima funicolare che conduce in cima alla collina, una visita dovuta è quella alla Cattedrale di san Nicola, proprio nelle immediate vicinanze della funicolare.

Sulla facciata è stato  posto un volto di Cristo risalente al XIV secolo. Gli ingressi, sono tutti protetti da bellissimi  portoni in bronzo.

Lubiana. Interno della Cattedrale.

L’interno colpisce per l’ariosità e la ricchezza decorativa. Anche in questo caso, specialmente per quanto riguarda gli affreschi, la mano  dell’artista é stata quella di un   Italiano Giulio Quaglio. Altro Italiano è stato il progettista di questa sontuosa Cattedrale: Andrea Pozzo.

Lubiana – Il Castello

Il castello, concepito come monumento nazionale, apre le  proprie porte per sviluppare nuove esperienze con la città sottostante che per troppi anni l’aveva dimenticato. Al suo interno si possono visitare diverse attrazioni, ed usufruire anche di servizio bar e ristorante. Ma l’attrazione più interessante, dal punto di vista fotografico, è sicuramente la visuale sulla città dall’alto della torre di osservazione.

Da quassù é  ben visibile il forte cambiamento della vecchia Lubiana, che al di là della riva sinistra del fiume è andata gradualmente  modernizzandosi.

Lubiana. Panorama visto dal castello.

Ma se fino ad ora abbiamo dovuto camminare, anche se pur poco, per  spostarci da un monumento all’altro,  passeggiando per le strade del centro storico basterà guardarsi attorno per ammirare i vari monumenti e le varie attrazioni turistiche.

Il Centro Storico

Il  centro storico racchiude fontane monumentali,  file  di palazzi barocchi ben curati e le vetrine più scic della città, allocate nei più bei palazzi storici di Lubiana.  Percorrendo la via Stritarjeva, anche questa con belle fontane ,  la passeggiata avrà un fascino particolare tra un misto di arte ed originali spunti per lo shopping più vario.

La Parte Moderna

Lubiana è  la città dai due volti. Fino ad ora abbiamo ammirato vecchi palazzi, chiese, fontane e vecchi locali lungo il fiume, ma la città è molto apprezzabile anche sotto l’aspetto moderno.

Stiamo parlando della Lubiana del XX secolo, con le sue belle piazze ampie e moderne, grattacieli, il parlamento ed il suo spettacolare parco  Tivoli.

Lobiana. Vista dall'Alto della Piazza Kongressin.

Piazza Kongressin

La Kongressin trg è la più grande piazza di Lubiana. E’ forse la più  spettacolare con il suo parco annesso, all’ombra dei platani. Su questa piazza si affacciano importanti palazzi tra i quali emerge per la sua bellezza, quello del Rettorato.

Una grande ancora posta nel 1954, ricorda l’annessione definitiva del  litorale adriatico alla Slovenia. Nei pressi, in una piccola piazzetta, uno strano monumento é stato realizzato per ricordare le vittime di  tutte le  guerre.

Il Palazzo del Parlamento

Imboccando il viale Subiceva Ulica, davanti ad una grande piazza con due grattacieli ed una fila di bandiere di tutti  i paesi d’Europa, possiamo ammirare il palazzo del Parlamento. Fu costruito tra 1954 ed il 1959, inizialmente come palazzo dell’Assemblea Popolare Socialista di Slovenia.

Lubiana. Vista dalll'Alto della parte moderna.

Il Parco Tivoli

A questo punto siamo quasi arrivati all’ultima imperdibile  attrazione di Lubiana. Il suo  polmone verde, il refrigerio dal caldo estivo  per i suoi cittadini e non solo. L’enorme e stupendo parco Tivoli.

Un sottopasso ferroviario, c’introduce all’interno del parco, dove un lungo viale conduce al castello di Tivoli.

Questo grande polmone verde è il luogo adatto per lunghe pedalate, visto i numerosi percorsi  ciclabili, tracking attraverso  i suoi boschi e grande refrigerio intorno ai suoi laghetti corredati di piccoli locali per il ristoro.

La chiesa Ortodossa dei Santi Cirillo e Metodio

All’uscita dal parco, sulla  sinistra, la nostra attenzione viene  attirata da una piccola chiesa ortodossa dedicata ai santi Cirillo e Metodio il cui  interno, che ricorda molto quello delle caratteristiche chiese russe, merita di essere visitato.

Le serate a Lubiana

E dopo aver camminato una giornata intera sotto il caldo sole estivo, Lubiana vi offrirà una serata fresca, fatta di allegria tra i tanti locali lungo il fiume, insieme ai turisti che per la loro numerosa presenza, confermano quanto sia interessante e bella questa città.………………………..Lubiana, un meta assolutamente da visitare.

Lubiana. Veduta notturna dei locali illuminati.

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Pamplona-la città dei tori

Pamplona – La città dei tori


Pamplona. Plaza del Castillo e la Via Estafeta.

Pamplona. Plaza del Castillo e a destra la più pericolosa via durante la corsa dei tori, in quanto molto stretta: via Estafeta.


Pamplona – Introduzione

Questo video è dedicato ad una città dei Paesi Baschi (Spagna) che rappresenta il centro economico, politico, amministrativo e culturale più importante della Navarra. Uno dei luoghi più conosciuti di tutti i Paesi Baschi, soprattutto per la fiera di San Fermin, vera e propria follia collettiva, durante la quale la città, in pratica, quintuplica i suoi circa 200.000 abitanti.

Stiamo parlando di PAMPLONA, la città meglio conosciuta per l’Encierro, la pazza corsa dei tori attraverso il centro storico.

Fiera di San Fermin

Per l’inaugurazione della  fiera di San Fermin, allo scoppio di un petardo, vengono aperti i cancelli del recinto dei tori sorteggiati.

I tori cominciano a correre lungo la salita che porta nel centro storico incontrando i primi gruppi che danno il via a questa vera e propria follia, correndo come disperati inseguiti dai tori.

Tutto avviene attraversano il vero e proprio centro storico tra stradine strette e piazzette. I tori continuano ad inseguire i Sanfirmini, incornandoli e calpestandoli, fino ad imboccare la micidiale e fatidica  Via Estafeta.

Questa è la via più pericolosa in quanto lunga, stretta e senza ripari.

Finalmente dopo una pazza corsa  di circa 850 metri, che ha lasciato per terra feriti più o meno gravi e qualche volta anche morti, termina l’Encierro ovvero il trasferimento dei tori dal recinto alla Plaza de Toros. Qui i tori vengono rinchiusi ognuno nel proprio box in attesa dell’imminente corrida.

Pamplona. La Plaza de Toros

La Città – Quartiere della Navarreria

Ma Pamplona fortunatamente non  è solo San Fermin e la corsa dei tori; pur conosciuta dalla maggioranza delle persone per questa festa, la città è ben più apprezzata per le sue attrazioni artistiche ed architettoniche.

Il suo splendido Casco Antiguo (l’antico centro) è ricco di storia, caratteristico per le sue stradine, vicoli, palazzi, chiese presenti un po’ ovunque.

Pamplona è la città degli estremi opposti. Bagni di folla, fiumi d’alcool e pazzie durante la settimana di San Fermín. Una pacifica e sorniona atmosfera d’altri tempi in tutto il resto dell’anno.

Una delle città spagnole con il più alto livello di qualità della vita.

La visita della città non può che cominciare dalla plaza del Castillo, punto di ritrovo e di riferimento per i tutti i cittadini e non, un punto dove tutti prima o  poi devono passare.

Plaza de Castillo

La piazza fa parte del quartiere Navarria,  uno dei tre quartieri in cui la città è divisa e che una volta erano in guerra tra loro. Questo quartiere è il più antico ed offre diverse attrazioni molto interessanti.

Pamplona- Plaza de Castillo, la principale piazza dim Pamplona.

La stessa Plaza Castillo è di per sè un’attrazione bellissima. E’ il centro nevralgico della vita cittadina, un vero salotto nonché teatro dei più importanti eventi pubblici. E’ fiancheggiata da eleganti palazzi e caffetterie, tra cui lo storico Caffè Iruña.

Fondato nel 1888 fu il primo locale della città illuminato con la luce elettrica.

E’ un elegante locale, molto vasto, arredato con sedie, tavoli, lampade dell’epoca. Questo era il bar preferito dallo scrittore Hemingway che qui scrisse molte pagine dei suoi  libri tra cui: Per chi Suona la Campana.

In prossimità della  sede del Banco de Espana, a sud della Plaza del Castillo, spicca il superbo Palazzo della Navarra, attualmente sede ufficiale della omonima provincia.

Pamplona. Pazade la Navarra

La Cattedrale

Passeggiando tra piazzette, negozi singolari ed angoli caratteristici, arriviamo nella parte alta della città. E’ qui che si trova la cattedrale di Pamplona, che provoca reazioni contrastanti.

C’è chi la considera una perla architettonica grazie alla sua solenne facciata e chi la descrive come una bella donna con orecchie d’asino, riferendosi alle massicce torri campanarie.

Bellissimo l’interno in stile gotico, che ospita pregevoli opere d’arte.

Pamplona. Interno della Cattedale in puro stile gotico.

Plaza Consistorial

Nella piccola ma suggestiva plaza Consistorial, il re Carlo III volle costruire il palazzo dell’Ayuntamento, ovvero il palazzo comunale.

Pamplona. Il palazzo dell'Ayuntamento.

Fu costruitio in ricordo dell’unificazione dei tre quartieri di Pamplona, nel 1423, che proprio in questo punto convergevano tutti: la Navarreria, San Cèrnin e San Nicola.

Il Mercato

Per gli amanti ed appassionati di mercati, proprio alla destra del palazzo delll’Ayuntamento, si trova un piccolo ma ben tenuto Mercado Publico, abbastanza fornito e molto pulito.


Pamplona – Gli altri due storici quartieri

A questo punto, per chiudere la visita del centro storico, non ci resta che dedicare un po’ di tempo anche agli altri due quartieri: San Cèrnin e Santo Nicola.

Sono molto simili tra loro, come struttura urbana, al quartiere Navarreria, ma con differenti attrazioni altrettanto interessanti.

Passeggiando per le caratteristiche vie e guardandoci intorno, potremo ammirare tanti particolari singolari e vecchi aspetti di questi quartieri rimasti integri fino ai tempi attuali.

Attraverseremo la bella Piazza San Francesco, sede della biblioteca storica pubblica di Pamplona. Un luogo a misura di famiglia con un’area giochi per bambini, bar e ristoranti che contribuiscono a creare un’atmosfera comune.

Pamplona. Plaza San Francisco.

Una visita dovuta sarà sicuramente quella alle due chiese che rappresentano questi due quartieri.

San Cèrnin, patrono di Pamplona, del XIII secolo, centro religioso della città, contribuisce non poco ad arricchire il patrimonio artistico di Pamplona e Santo Nicola, anche questa come l’altra hiesa, con funzioni di difesa militare.

La chiesa fu costruita nel XIII secolo e mostra un’architettura chiaramente ispirata allo stile gotico.


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La Parte Nuova della Città

Per apprezzare meglio Pamplona e per avere un quadro più completo della città, dobbiamo uscire dal Casco Antiguo e dalle sue strette vie e piazze.

Dobbiamo imboccare il viale Carlo III che dalla Plaza del Castillo ci porta fuori dal centro storico, per ammirare la parte moderna della città.

Pamplona – L’Ensanche

Passeggiando per i suoi bei viali e piazze, ricchi di verde, con le loro belle fontane, cominciamo ad apprezzare un’altra Pamplona.

Anche qui la città è ricca di attrazioni importanti , con bei palazzi ed importanti monumenti.

Uno questi è l’Encierro inaugurato il 6 Luglio del 1994, a pochi metri dalla confluenza dell’Avenida de Roncisvalle e Carlo III. Si tratta di un gruppo scultoreo composto da diciannove figure, che rappresentano un’istantanea della corrida nel tratto più pericoloso dell’Encierro: la via Estafeta.

Pamplona. Monumento all'Encierro.

Pamplona – Il Parco cittadino

Pamplona è anche la città basca che detiene la più alta percentuale di verde per abitante di tutta la  Spagna. Lo si può notare anche dai Giardini della Taconera, il parco principale della città, che si trova proprio  vicino al cuore di Pamplona.

Pamplona. I giardini della Taconera visti dall'alto.

Il Parco occupa una superficie complessiva di circa 90 mila metri quadrati. Oltre alle varie specie di piante e fiori, diversi sono i monumenti importanti all’interno del parco.

Proprio grazie alla sua vicinanza al centro storico, imboccando il Paseo di Ronda, dopo una beve e piacevole passeggiata sulle mura, ci ritroveremo nella parte alta del centro storico.

Pamplona. Il paseo de Ronda.

Avremo così completato la visita di  questa città capoluogo della Comunità Autonoma della Navarra e centro strategico della regione dal quale è possibile visitare facilmente tutte le altre città e paesini che la circondano

Pamplona. Il centro storico visto dall'alto.

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I borghi del “Fiume Sorgue”

Fiume Sorgue. Fontaine de Vaucluse vista dall'alto col drone.

Introduzione

Fiume Sorgue: queste due località della Provenza, l’Isle sur la Sorgue e Fontaine de Vaucluse, devono entrambe la loro nascita e il loro sviluppo ad un fattore in comune: il corso del fiume Sorgue. Lungo appena una trentina di chilometri, la sua sorgente ispirò al poeta aretino Francesco Petrarca  i celebri versi di “Chiare, fresche e dolci acque”.

Proprio per la purezza ed abbondanza di acqua sorgiva, il piccolo borgo Fontaine de Vaucluse, si è sviluppato  esattamente in questo luogo.

Fiume Sorgue. Fontaine de Vaucluise. La purezza dell'acqua del fiume sorgue.

Appena giunto nel borgo, non nascondo la mia grande sorpresa nello scoprire un museo inaspettato.

Proprio qui ,  a 800 chilometri di distanza dal sua città natale, Arezzo, la presenza del nostro poeta italiano Francesco Petrarca , con un museo ed una piazza dedicati esclusivamente a lui. E’ proprio in questo borgo dove il poeta visse a lungo ed incontrò Laura de Sade.

E’ con lei che nacque la famosa storia dei mitici amanti della Sorgue.

Fontaine de Vaucluse

Fontaine-de-Vaucluse è un vecchio villaggio dove è bello passeggiare all’ombra degli alberi e guardarsi intorno per osservare tanti piccoli e simpatici particolari.  Le ruote a pale, sono una  caratteristica costante di questo borgo, e testimoniano quanto importante fosse  sfruttare la forza dell’acqua per i vari lavori.

Una vecchia ed antica cartiera è tutt’ora presente ed operativa nel villaggio.  Produce carta con gli stessi  sistemi  che venivano usati nel XV secolo, e opera grazie a questa ruota a pale perfettamente funzionante.

Fiume Sorgue.Ruota a pale, per il funzionamento di una vecchia  cartiera

L’interno, nei locali non più sfruttati dall’attività cartaria, è stato trasformato in museo e piccolo centro commerciale.

Passeggiando lungo le strade, non esitate a entrare in uno dei negozi di artigianato locale per farvi un’idea di ciò che si produce nella regione.

Fiume Sorgue. Percorso in canoa.
Fontaine de Vaucluse e L'Isle de la Sorgue.

E adesso lasciamo questo piccolo, ma interessante villaggio, per proseguire il nostro itinerario lungo le rive della Sorgue. Solo 10 chilometri ci separano da un’altra cittadina che, come Fontaine de Valcluse, deve la sua vita ed il suo sviluppo a questo, seppur breve, ma importantissimo fiume, forse uno dei più importanti della Francia.


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L’Isle sur la Sorgue

Fiume Sorgue. L'isle sur la sorgue vista dall'alto col drone.

Arriviamo a L’Isle sur  la Sorgue, verso l’ora di pranzo, un pasto fugace con una insalata mista, in uno  dei tanti locali situati lungo  i canali della Sorgue e cominciamo  subito il tour del borgo.

Circondata da diverrsi corsi d’acqua, L’Isle-sur-la-Sorgue, soprannominata la Venezia della Provenza, è un incantevole villaggio percorso da diversi canali, punteggiati da antiche ruote idrauliche in legno ricoperte di muschio, che un tempo erano più di 70.

Fiume Sorgue. In Canoa lungo uno dei canali di Isle sur la sorgue.

Strade vivaci ricche di negozi che espongono articoli tipici della zona, sapori e profumi provenzali, clima mediterraneo, abitanti accoglienti, sono gli elementi che contraddistinguono questa cittadina che ha saputo conservare uno spirito d’altri tempi.

E questo spirito di altri tempi, lo possiamo trovare anche nel mercato dell’antiquariato di cui il borgo è famoso in tutta la Francia e che si tiene due volte alla settimana.

Qui possiamo trovare veramente di tutto, dai vecchi giocattoli ad articoli vintage per la casa ed oggetti di arredamento veramente singolari.

Cosa vedere a L’Isle sur la Sorgue

La città  non offre particolari attrazioni architettoniche, ma il quartiere della Città Vecchia è costituito da vecchi edifici, strade lastricate e grandiosi palazzi d’epoca. L’unica rilevanza architettonica è costituita dalla Cattedrale.

Al centro del borgo, in una piccola piazza alberata, si trova la bellissima Nottre Dame des Anges, il monumento più importante di questa bella cittadina. Dalla facciata spiccatamente romanica è un edificio semplice, ma allo  stesso  tempo piacevole. Ha un interno molto  particolare, sorprendente nella colorazione blu e oro delle colonne e delle volte.

Particolarmente in estate, la città viene vissuta in modo rilassante dagli stessi abitanti e dai turisti, che trovano refrigerio  durante il giorno lungo i canali…ma non solo di giorno; in modo particolare anche alla sera.

Cenare con un ottimo pasto, in uno dei tanti locali lungo la Sorgue, al fresco e al dolce scrosciare dell’acqua, sarà forse uno dei migliori ricordi che ci porteremo dietro, dal nostro viaggio in questa caratteristica e singolare cittadina della Provenza….L’Isle sur la Sorgue.

Fiume Sorgue. L'isle de la Sorgue. Cena lungo un canale.

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Todi – Cosa vedere in un giorno


Todi – Notizie Generali

Todi – una cittadina nel cuore dell’Umbria, regione dell’Italia particolarmente ricca di storia, definita addirittura la città ideale in cui vivere, abbarbicata su dolci colline in posizione strategica.

Todi. Panorama dal drone.

E’ un comune italiano di 15 724 abitanti della provincia di Perugia. Sorge su un colle alto 411 m s.l.m. E’ una cittadina medievale di una bellezza ed eleganza unica. Nota come “la città più vivibile del mondo” (anche se i tuderti preferiscono chiamarla “città ideale”!).

Deviazione prima di Todi

Ma l’Umbria è così ricca di antichi paesi sparsi un po’  ovunque, che spesso c’imbattiamo, lungo il nostro itinerario prefissato, in qualche  piccolo borgo seppur quasi sconosciuto  che attirando la nostra attenzione per qualche aspetto particolare,  quasi ci obbliga ad effettuare piccole deviazioni per improvvisare una pur breve visita.

Gualdo Cattaneo

E’ questo il caso di Gualdo Cattaneo, situato  proprio lungo il tragitto  verso Todi. 

Todi. Panorama di Gualdo  Cattaneo dall'alto.

Gualdo Cattaneo

Si tratta di un piccolo borgo medievale arroccato su una collina in una posizione particolarmente suggestiva, che attira subito la nostra attenzione anche per la possente rocca che spicca in modo dominante sull’agglomerato.

Oltre che per i gioielli custoditi all’interno delle sue antiche mura, merita una visita anche per meglio comprendere il sistema di castelli e costruzioni medievali che caratterizzano questo territorio: un vero e proprio complesso difensivo che costituisce uno straordinario museo all’aperto.

Arrivo a Todi

Essendo un antico borgo con stretti spazzi, il problema che si presenta subito appena arrivati é quello del parcheggio. Conviene parcheggiare nei pressi della Chiesa Santa Maria della Consolazione.

Qui troverete un ampio parcheggio e nella piazza adiacente una navetta gratuita, vi condurrà in cima al paese, con possibilità di fermarvi lungo il percorso e riprenderla quando volete.

Todi – Cosa Vedere


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Todi – Chiesa di Santa Maria dell’Assunta

Appena giunti a Todi,  dopo aver parcheggiato, c’imbattiamo in un capolavoro di architettura rinascimentale: la chiesa di Santa Maria della Consolazione che si trova nella parte bassa della città.

Todi. Chiesa di Santa Maria della Consolazione.

La realizzazione della chiesa, il cui progetto sarebbe di Bramante, fu iniziata nel 1508 e ultimata nel 1607. Alla sua realizzazione  parteciparono anche altri numerosi architetti del tempo più o meno celebri.

Il progetto ricorda da vicino quello originale della Basilica di San Pietro a Roma, per la quale Bramante prevedeva, all’epoca, una chiesa a pianta centrale come nel caso di questo tempio.

Todi – Verso la città alta

La centrale  via Ciuffelli, che dal belvedere continua a salire, offre alla vista del visitatore particolari singolari e ben curati, negozi originali che espongono in vetrina i prodotti tipici locali.

Richiama la nostra attenzione sui tanti vicoli ben curati , accompagnandoci  fino alla chiesa di San Fortunato. La sua facciata incompiuta ha tre portali. Situata in ottima posizione panoramica, domina la piazza Umberto I.

Todi.  Chiesa di San Fortunato.

La vocazione contemporanea di Todi è saldamente turistico-culturale, supportata da strutture ricettive di alta qualità. La campagna che circonda il borgo è splendida così come i casali che la punteggiano.

Todi. Panorama visto dalla Via Ciuffelli.

Chiesa di San Fortunato

Ma torniamo per un attimo a parlare della chiesa di San Fortunato, per consigliare una visita più accurata di questo importante  edificio con il suo caratteristico  campanile del ‘400.

Todi. Chiesa di San Fortunato vista dal drone.

Al suo interno sono custodite le spoglie di Jacopone da Todi e sulla  facciata possiamo apprezzare due mirabili statue ai lati del portale, raffiguranti l’Arcangelo Gabriele e l’Annunciata.

Piazza del Popolo

Ed eccoci arrivati nel cuore pulsante di Todi, il punto principale che attira subito il visitatore, il punto di partenza d’obbligo per la visita della cittadina.
Ci troviamo in Piazza del Popolo, su cui si affacciano gli edifici principali, come gli inconfondibili Palazzo del Popolo, il Palazzo del Capitano ed il palazzo dei Priori.

Palazzo del Popolo e del Capitano

Il Palazzo del Popolo, detto anche del Comune, è collegato con una grande scala al Palazzo del Capitano, con la  sua  inconfondibile facciata in stile gotica.

Todi. Palazzo del Popolo e Palazzo del Capitano.

Entrambi gli edifici si trovano nella parte orientale della piazza. Evidenti sono  le merlature sul tetto del Palazzo del popolo aggiunte in un secondo momento durante una ristrutturazione.

Il Duomo

Sul lato breve della piazza, opposto al Duomo, ecco la bella facciata del Palazzo dei Priori di evidente origine medievale.

Todi. Il Palazzo dei Priori.

Completa questa straordinaria scenografia il Duomo, l’ultimo dei quattro edifici della piazza, col in suo magnifico rosone centrale.

L’interno a tre navate con bei capitelli, semplice e armonioso, custodisce un frammento di affresco della Trinità del 1515 circa, attribuito allo Spagna.

L’ attenzione del visitatore viene però colpita subito, appena entrato, dallo stupendo affresco sulla controfacciata illuminato dal bellissimo rosone.

I Nicchioni Romani

Le attrazioni di Todi non si esauriscono certamente tutte in piazza del Popolo.  Il semplice passeggiare per il borgo é già di per sé un’attrazione. C’imbattiamo in tanti particolari ed angoli caratteristici, che ci obbligano a soste per osservare attentamente  e capire cosa ci troviamo davanti.

Todi. I Nicchioni Romani.

E’ questo il caso dei Nicchioni Romani della prima metà del I secolo a.c.
La loro funzione non è mai stata compiutamente chiarita, ma la spiegazione più attendibile è che probabilmente facessero parte di un tempio romano.

La Fonte di Scanna becco

Nelle vicinanze ecco un’altra opera del’200 ancora ben conservata: la Fonte di Scannabecco, costituita da vasche d’acqua sormontate da un elegante portico sostenuto da sette colonne con capitelli variamente lavorati.

Todi. Fonte di Scannabecco.

Porta Aurea

E tra chiese abbandonate, chiuse, ciascuna con la propria storia più o meno interessante,  arriviamo alla Porta Aurea, il vecchio accesso all’interno della seconda cerchia muraria, alla fine del centro storico.

Todi. Porta Aurea.

Qui può considerarsi terminata la visita di Todi, questa piccola cittadina che in poco spazio è riuscita a concentrare un patrimonio di arte, storia, cultura e tradizioni. Una cittadina ordinata, pulita, organizzata e gestita da cittadini cortesi, sempre disponibili e affabili.

Ecco perché Todi viene definita “la Città ideale in cui vivere”. 

Todi. Il Palazzo dei priori visto dal drone.

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Zagabria-Due città: Alta e Bassa


Zagabria – Perché questa scelta


Zagabria – Perché visitare sempre le solite mete turistiche scontate? 

Spesso mi  incuriosisco di luoghi turistici meno conosciuti, mete meno ambite e mi domando: come sarà quella tale città? Varrà la pena visitarla? Avrà pur qualcosa d’interessante…ma se non vado non lo potrò mai sapere.

Premesso che viaggiare è sempre bello a prescindere, la mia curiosità, questa volta, mi  ha spinto a scegliere Zagabria come meta da visitare, sicuramente meno sfruttata di Dubrovnik, Spalato, Pola, Fiume, Zara ed altre, in quanto un po’ fuori dai consueti  circuiti turistici.

Quindi mi faccio un programma qualche giorno prima, salgo in macchina, parto ed in otto ore ( da Lucca) sono nella via Ilica, in pieno centro di Zagabria.

Zagabria. Via Ulica

Zagabria – Drazen Petrovic

Per gli appassionati sport e storia dello sport, prima di cominciare la visita della città, raccomando un po’ di tempo da dedicare alla memoria di Drazen Petrovic, grande campione del Basket Jugoslavo, una grande promessa a livello mondiale che avrebbe potuto sfidare addirittura Michael Jordan.

Zagabria. Drazen Petrovic

Nato a Zagabria e morto a 29 anni in un incidente stradale in Germania. A lui è stata intitolata una piazza dove molti suoi fan e appassionati di basket si recano quasi come in pellegrinaggio.

Ma il pellegrinaggio, non si limita solo alla piazza col monumento, ma bensì anche all’enorme cimitero monumentale di Zagabria, dove i tifosi si fermano per alcuni minuti davanti alla sua tomba.


Zagabria – Visita della Città


Zagabria – Città Bassa

Importante, al fine di organizzare meglio la visita della città, ricordarsi che Zagabria è divisa in due parti: la città bassa (Donji Grad) e città alta (Gornji Grad). Da dedicare un giorno per la parte bassa ed uno per la parte alta.

La parte bassa di Zagabria, Dolnjji Grad, si  può visitare, giusto per averne un idea, in una mezza giornata a passo svelto, ma sarebbe un peccato  non passeggiare lentamente, anche senza una precisa meta, guardarsi  intorno per osservare tanti particolari disseminati per la città, alzare lo sguardo per ammirare i tanti bellissimi palazzi così ben  decorati e costruzioni che seppur molto moderne non contrastano affatto  con l’ambiente circostante.     


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Via Ulica e Trg Bana Jelacica

Imbocchiamo la Ilica, il grande viale che attraversa tutta la città e conduce nella piazza centrale, nel cuore della città: Trg Bana Jelacica, e cominciamo  così la visita della città  bassa, la Donji Grad, la parte più moderna.

Zagabria. Via Ulica

In questa bellissima piazza, dove si erge l’imponente monumento al generale Josip Jelacic, si affacciano i più importanti negozi di Zagabria. La piazza è sempre molto frequentata sia di  giorno  che di sera, anche perché da qui passano tutti i tram.

Oltre ad essere uno spazio di divertimento per i giovani, è anche per molti un luogo di relax . Ecco perché viene chiamata il cuore della città. E’ un grande spazio dove tutti, prima o poi, vi devono passare.

Cvjetni trg

Un’altra piazza ben conosciuta é la Cvjetni trg, dove troviamo un’antica galleria commerciale dell’800 situata in un bellissimo palazzo, dove sono presenti importanti e storici negozi.

Nelle immediate vicinanze, quasi a spezzare tutto questo aspetto esclusivamente commerciale, si può visitare la piccola, ma singolare chiesetta serbo-ortoddossa, la  Pravoslavna Crkva, del 1866.

Gli Spazi verdi della città

Zagabria non è una città di cui ci si innamora a prima vista ma lentamente vi saprà rubare l’anima.  Quando scoprirete le magnifiche piazze , i grandissimi spazi verdi così  ben tenuti e curati, ve ne innamorerete subito.

Zagabria. Piazza del Maresciallo Tito.

Ecco la piazza del maresciallo Tito, dove si trova, tra altre rilevanze architettoniche, il bellissimo teatro del, mentre subito adiacente a questo slargo troviamo la Marulicev, altra piazza immersa nel verde, con bellissimi palazzi.

Zagabria. Palazzo Marulicev.

Ma gli spazi verdi più grandi e più curati li  troviamo nei pressi della stazione: TRG KRALIA TOMISLAVA e LA SRTOSSMAYEROV . In quest’ultima si trova il  bel palazzo del Padiglione.

Questi grandi giardini, oltre ad essere luoghi di relax, sono anche spazi per il divertimento e lo svago  dei cittadini.

Zagabria – Città Alta

La città Alta si divide a sua volta in due quartieri, storicamente rivali: il Gradec e i Kaptol, dove si trova la Catytedrale.

Funicolare – Via Ulica

Una  comoda  funicolare ci risparmia la fatica della salita alla città alta, arrivando alla torre Lotrscak, il simbolo i Zagabria, nel quartiere Gradec.

Zagabria. Funicolare.

Purtroppo ci accorgiamo subito che gran parte dei monumenti sono in fase di restauro, come la stessa chiesa di San Marco, famosa per il suo tetto piastrellato. Questa chiesa, tra l’altro, non solo é chiusa, ma neanche avvicinabile, essendo bloccata tutta la piazza.

Zagabria. Piazza San Marco.

Kamenita Vrata

Saltiamo quindi la  visita di  questa piazza, e ci dirigiamo  subito verso la Kamenita Vrata, ovvero la Porta di Pietra la sola rimasta delle quattro  antiche porte , dove è stata eretta una cappellina barocca della Madonna col Bambino.

Zagabria. Kamenita Vrata.

Museo Cittadino

Doverosa é anche la visita al museo cittadino. Tra i  numerosi reperti della vecchia Zagabria, troviamo anche un simpatico busto  che ricorda l’invenzione della Penna Stilografica, avvenuta proprio in questa città.

Zagabria. Museo cittadino. Penkalia, la penna stilografica inventata a Zagabria.

Scendiamo nell’altro quartiere  il Kaptol, imbattendoci involontariamente in un’antica e storica farmacia.

Una targa narra che un pronipote di dante Alighieri, Nicolò Alighieri, viveva e si era sposato in Zagabria, dove aveva acquistato questa farmacia nel 1399.

Quartiere Kaptol

Il Kaptol è il quartiere più turistico in assoluto, la cui vita si concentra quasi tutta nella via Tkalciceva.

Zagabria. Tkalciceva.

E’ in questo quartiere che si trova la Cattedrale

Questa è una delle zone più animate della città, piena di negozi, ristoranti e caffè tutti situati in vecchi e caratteristici fabbricati dell’epoca.

Dolac (Il Mercato)

Percorrendola tutta arriviamo nella piazza del Dolac, il caratteristico mercato di Zagabria, pieno di banchi per la vendita di frutta e verdura, prodotti alimentari, e tantissimi altri generi di merci.

Zagabria.Dolec...il mercato.

Ristoranti e Parcheggi

I ristoranti nella parte bassa della città sono in genere buoni ed offrono menu di qualità, anche se non molto vari. I prezzi, per essere in Croazia, non sono particolarmente contenuti.

I parcheggi sono un problema in modo particolare nella città alta, e parcheggiare nel centro della città bassa sarà abbastanza difficile, quindi conviene trovare un parcheggio sotterraneo, di cui la città è ben fornita.

La città alta, si raggiunge benissimo a piedi, con o senza funicolare.

Zagabria. Struttture moderne.

                                                                              


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Roussillon – Il Sentiero dell’Ocra


Roussillon – Informazioni Generali


In Provenza esiste il tipico villaggio di Roussillon, iscritto nell’Associazione dei Villaggi più belli di Francia, magicamente avvolto da mille sfumature colorate, che possono essere esplorate dal Sentiero dell’Ocre.

Roussillon. Panorama dall'alto

Questo è sicuramente uno dei villaggi fra i più caratteristici di tutta la Provenza. E’ reso unico dalle polveri color ocra sospese nell’aria e depositate su muri delle case e vicoli che assumono mille sfumature diverse a seconda della luce della giornata. Tutto questo colore è contornato dal verde della foresta e dall’azzurro del cielo.

Vale sicuramente la pena inserirlo in un itinerario alla scoperta della Provenza.

Un viaggio a Roussilon ne vale praticamente due.

Avrete infatti l’opportunità di visitare e percorrere il singolare sentiero dell’Ocra, almeno mezza giornata, ed un’altra mezza giornata per visitare il villaggio.

Roussillon – Come arrivare

Una volta raggiunta Ventimiglia, si prosegue per Nizza e qui si possono scegliere due strade per puntare su Avignone.

La più agevole è sicuramente quella più a sud che passa sopra Marsiglia, prosegue per Arles e poi si stacca sulla destra in direzione appunto di Roussillon.

Roussillon. Cartina stradale.

Da Ventimiglia sono 300 chilometri da percorrere in circa 3 ore e mezza.

Giunti a Roussillon dobbiamo lasciare l’auto al parcheggio; non si può entrare dentro il borgo, ma non ci  sono problemi  di parcheggio.

Roussillon. Parcheggio visto dall'Alto.

Il parcheggio, grandissimo e sufficiente anche nei giorni di festivi e in piena stagione, è proprio nel mezzo tra il Sentiero dell’Ocra e il Villaggio.

Roussillon – Il Sentiero dell’Ocra

Una volta lasciata l’auto nel  parcheggio ci dirigiamo subito alla cassa e cominciamo la nostra visita giornaliera dal Sentiero dell’Ocra.

CONSIGLIO IMPORTANTE: PORTATEVI DELL’ACQUA FRESCA DA BERE LUNGO IL  SENTIERO.

Nonostante l’elevata temperatura, decidiamo di visitare tra i due sentieri dell’Ocra, quello più lungo e iniziamo così, con molta curiosità ed eccitazione, a muovere i  primi passi.

Il percorso inizia con una scalinata che scende nel cuore di questa antica cava in disuso: il contrasto tra il rosso delle rocce e il verde degli alberi è assolutamente magnifico.

Roussillon. Sentiero dell'Ocra

Il Sentiero dell’Ocra ci fa rimanere a bocca aperta già prima dell’ingresso. Il colore così intenso della terra ci sorprende, e in alcuni punti ci sembra di essere addirittura in un canyon americano.

Un po’ di Storia

La leggenda narra che questa terra sia diventata rossastra per il sangue versato  dalla bella Sirmonde che si gettò dall’alto delle falesie per il grande dispiacere, dopo che il marito uccise il suo amante del quale era estremamente innamorata.

Ma la verità sta nel fatto che in questo luogo del Luberon si trovava la più grande cava di ocra d’Europa. Una volta abbandonata, sono stati il tempo e gli agenti atmosferici  a creare questo paesaggio magico.

Sembra modellato dalla mano di uno scultore.

Roussillon. Sentiero dell'Ocra.

Questo territorio veniva impiegato già dalla preistoria nell’estrazione dell’ocra per produrre una tinta naturale estremamente resistente anche alla luce solare. Dal XIX secolo la produzione ha subito un fortissimo incremento, tanto da istituire nel 1880 alcuni treni che da qui giungevano fino a Marsiglia per spedire i pigmenti in tutto il mondo.

La produzione ha avuto un picco massimo nel 1929 da lì cominciò però la decrescita, fino a sospendere la produzione nel 1958. Oltre all’avvento delle nuove tinte sintetiche, la forte estrazione perpetrata negli anni causava il rischio concreto di un crollo dell’intera area di Roussillon.

Fine del Sentiero

Una volta terminato  il  sentiero, all’uscita esistono bagni, fontanella con acqua fresca, bar e un negozio ben fornito di souvenir.


Video con Commento Audio

Roussillon

Una volta che ci siamo ripresi dal caldo e dalla stanchezza, possiamo entrare nel villaggio che è subito prospicente l’uscita del Sentiero.

Prima dell’ingresso al borgo si  attraversa una piazza dove in genere è sempre presente un mercato e poi si accede al borgo che c’impresiona subito per la sua particolarità.

Roussillon. Piazza con mercato.

Il villaggio è ubicato nel centro del parco del Luberon, che rientra tra le riserve della biosfera protetta dall’Unesco.

Non ha particolari attrazioni artistiche o architettoniche; la particolarità del villaggio di Roussillon è data dai colori degli edifici che sfoggiano tutte le diciotto tonalità di ocra che venivano estratte nella vicina cava.

Roussillon. Strada in salita.

Il centro storico, nel quale è piacevole passeggiare, ha una via principale che disegna una sorta di spirale che conduce fino in cima al borgo da dove possiamo godere di una splendida vista.

Roussillon. Panorama visto dall'alto.

Lungo questa via principale, si affacciano negozi di tutti i generi, in particolare di souvenir molto singolari, e ristoranti con ottima cucina locale che sfoggiano i menù più variegati.

Un po’ di Storia

Il villaggio nacque durante il periodo della dominazione gallo romana e precisamente nel X secolo. Ma solo a partire dal XVIII secolo, quando s’iniziarono a sfruttare con maggiore intensità le ingenti riserve di Ocra, dando così  lavoro a molte persone, il villaggio si sviluppò velocemente prendendo l’aspetto di un vero e proprio borgo.

Roussillon. Via caratteristica

L’attività estrattiva dell’ocra, ormai terminata, è stata soppiantata dal turismo che è diventato la vera fonte di guadagno per la maggior parte delle persone che vi abitano.

Non è un  caso, visto  che Roussillon fa parte a pieno titolo dell’Associazione dei più bei villaggi di Francia.

All’Interno del Borgo

Seppur un villaggio piccolo, non mancano i buoni ristoranti ed altri locali dove mangiare in modo più  semplice. Menu molto vari, a base di pesce e carne, alcuni particolari in quanto offrono ricette della zona.

Passeggiando per le sue strade, oltre ad osservare negozi, ed ammirare particolari singolari, si possono scoprire anche tanti luoghi simbolo del villaggio.

E così troviamo le Beffroi, il campanile del X secolo che fungeva da antica porta d’accesso al Castrum fortificato.

Roussillon. Le beffroi.

La Place de la Marie, circondata da deliziose case del XVIII sec, la più affollata di turisti.

Infine la Chiesa di St Michel, situata proprio in prossimità del bordo della falesia, il punto culminante del villaggio.

La facciata e l’interno, a tre piccole navate, sono estremamente semplici, ma accoglienti.

Conclusioni

Se un giorno vi troverete in Provenza, per scelta o di passaggio, non perdete l’occasione e  prendetevi il giusto tempo  per visitate Roussillon e il Sentiero dell’Ocra: una giornata sarà sufficiente per vederli entrambi e non vi sarete persi così un piccolo, ma affascinante villaggio ed un sentiero particolare, singolare, sicuramente una rarità in Europa.

Roussillon. Panorama visto dall'alto.

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Saintes Maries de la Mer Capoluogo della Camargue


Saintes Maries – Informazioni generali


Saintes Maries de la Mer è  il capoluogo della Camargue, una regione della Francia molto singolare, completamente diversa da tutte le altre regioni.

Terra abitata da gitani, ricca di forti tradizioni, sia nella musica, nella cucina, nella cultura e nello  stile  di vita.

E’ una regione prevalentemente paludosa, con una natura splendida: circa 400 specie di volatili hanno trovato qui l’habitat naturale. Qui nidificano, emigrano e ritornano per riprodursi.

Saintes. Le paludi.

Per non parlare della folta popolazione di cavalli di razza Camargue, un’antica razza autoctona, perfettamente adattabile alle zone umide.

Saintes. Cavalli camrgue.

Saintes Maries de la Mer – Ubicazione

La Camargue è la zona umida a sud di Arles, in Francia, fra il Mar Mediterraneo e i due bracci del delta del Rodano. Il braccio orientale si chiama Grand Rhône; quello occidentale Petit Rhône.

Con un’area di oltre 930 km² la Camargue è il più grande delta fluviale dell’Europa occidentale (tecnicamente è però un’isola, essendo completamente circondata dalle acque). Essa è una grande pianura comprendente vaste lagune di acqua salata divise dal mare da banchi di sabbia e circondate da paludi coperte da canneti, a loro volta attorniati da grandi aree coltivate. Approssimativamente un terzo della Camargue è formato da laghi o paludi.

Saintes. Palude con fenicotteri.

Saintes Maries de la Mer – Influenza Umana

Gli uomini hanno vissuto per secoli nella Camargue, modificandola notevolmente con bonifiche, argini, risaie e saline.

Gran parte della regione esterna è stata drenata per fini agricoli.

Anche se la regione non è delle più adatte non sarà molto difficile trovare anche qualche coltivazione di lavanda.

Saintes. Prati di lavanda.

La sua “capitale” è Saintes-Maries-de-la-Mer che è meta dei pellegrinaggi annuali del popolo Rom in venerazione di Santa Sara.

Come raggiungere la Camargue

Da Ventimiglia si raggiunge Saintes Maries de la Mer, capoluogo della Camargue, dopo circa 320 chilometri di autostrada, in tre ore e mezza.

Nella città non ci sono problemi di parcheggio. Una grande area di sosta a pagamento, peraltro a costo giornaliero molto contenuuto, è situata proprio davanti alla spiaggia, sul lungo mare, dove si trovano, anche in piena stagione, stalli liberi a qualunque ora.

Saintes. Parcheggio.

Una volta pagato il biglietto giornaliero, possiamo uscire e rientrare a ogni volta lo riterremo necessario.

Saintes Maries de la Mer

Il villaggio è il centro più importante e capoluogo della Camargue


Video con Commento Audio

Un po’ di storia

La leggenda narra che le Marie, Maria Salomè e Maria Jacobè, che hanno dato il nome al borgo, sarebbero arrivate in questi luoghi assieme alla serva SARA LA NERA.

Nella cripta della parrocchiale del paese, le due Marie sono raffigurate sulla barca, scultura che viene portata in processione nella ricorrenza dello sbarco, mentre a Sara, divenuta la PATRONA DEI GITANI; è dedicata la statua nella cripta.

La Parrocchiale

Personalmente consiglio, una volta raggiunto il borgo, per prima cosa, di salire sul tetto a terrazza della chiesa, per rendersi conto del territorio circostante e su come muoversi all’interno del villaggio.

Saintes. Chiesa con tetto a terrazza.

Ovviamente una volta scesi dal tetto, si deve visitare l’interno, semplice, ma suggestivo e la cripta con la statua delle tre Marie e di Sara la Nera.

La chiesa è molto importante per i Santois (gli abitanti di Saintes Maries de la Mer): più che un monumento è ormai diventato un simbolo

Cosa Vedere

Il borgo non contiene attrazioni artistiche particolari oltre la chiesa, se non un vecchio fabbricato, una volta il municipio del villaggio, oggi adibito a museo etnografico, intitolato al Nobile Fiorentino Folco Baroncelli, un appassionato difensore della natura e del patrimonio culturale di questa regione.

La vera attrazione sono gli innumerevoli negozi uno attaccato all’altro che vendono veramente tantissimi articoli singolari, prodotti locali, consigliabili il riso e le marmellate, oggetti per la casa ed artigianato locale.

Alberghi e Ristoranti

Gli alberghi, anche quelli a due stelle, sono molto confortevoli, puliti e ben attrezzati.

Personalmente ho soggiornato nell’Hotel Camille, pensione a due stelle proprio davanti alla spiaggia, a conduzione familiare, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Saintes. Hotel Camille.

I ristoranti sono tutti buoni: potrete mangiare carne, pesce, piatti locali ed un ottima paella, il  tutto annaffiato con buon vino.

Dintorni

Per conoscere ed apprezzare al meglio la Camargue, dovrete spostarvi fuori della cittadina dove non sarà difficile trovare campi con cavalli allo stato libero, centri di allevamento e maneggi di questi splendidi animali.

Il Camargue è un’antica razza autoctona di cavalli, diffusa ormai un po’ in tutto il mondo, grazie alla sua capacità di adattarsi alle zone umide. Questo cavallo, rustico e resistente, nasce baio scuro o morello, e solo in età adulta diventa completamente grigio.

Saintes. Puledro baio o morello.

Ma l’escursione più importante, più interessante e che vi porterete sempre dentro come ricordo della Camargue, sono le paludi con i trampolieri ed in modo particolare i fenicotteri.

Saintes. Fenicotteri.

A tal scopo esiste poco fuori il borgo il Parco Ornitologico du Pont de Gau, veramente splendido e ben organizzato. I sentieri sono stati studiati per osservare bene gli uccelli, spesso anche da molto vicino senza doversi nascondere con sofisticati binocoli.

Rimarrete impressionati dalle varietà di volatili presenti, compresi i fenicotteri, in tutti i  periodi dell’anno.

Conclusioni

Sicuramente la musica gitana nei locali alla sera, la cordialità degli abitanti, i cavalli e le paludi, habitat di migliaia di uccelli, saranno il più bel ricordo della Camargue.

Saintes. palude con varie specie di uccelli.

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Un vecchio palazzo in legno b en tenuto

OULU-Capitale finlandese della Tecnologia


Oulu – Informazioni generali


Oulu più che di una città finlandese, sembra il nome di una località africana. Credo che veramente pochi abbiano sentito questo nome.

Oulu. Attraverso la foresta lappone.

Chi proviene da Kirkenes, in Norvegia, al confine con la Finlandia e vuole dirigersi ad Helsinki o viceversa, la incontra dopo circa 700 chilometri ed è per questo che dovrà fermarsi in questa città per fare una necessaria, anzi indispensabile sosta.

Provenendo da Kirkenes, gran parte di questi chilometri si snodano attraversano la Lapponia finlandese, tra foreste, laghi  e incontrando spesso gruppetti di renne lungo la strada allo stato libero.

Oulu. Renne allo stato libero.

In Lapponia questi animali sono onnipresenti perfino in città.

Oulu. Renna in città

Oulu – Descrizone della città


Nonostante Oulu non rientri nelle tradizionali rotte turistiche, è una città in continua crescita anche per quanto riguarda le attività e i servizi per i visitatori. E’ diventata in poco tempo la Capitale Finlandese  dell’Elettronica.

Oulu. Vie del centro moderno.

La “Silicon Valley del Nord” è riuscita a trasformare alcuni dei suoi luoghi e dei suoi edifici caratteristici in attrazioni uniche.

La città appare subito moderna, ben tenuta con le sue belle strade affiancate da bei  palazzi tra i quali alcuni abbastanza datati per il fatto di essere ancora tradizionalmente in legno, ma  molto ben tenuti.

Sicuramente meno conosciuta di Helsinki, Oulu è un’interessante tappa finlandese e una meta turistica in pieno sviluppo. Situata alla foce del fiume Oulojoki e ricostruita dopo l’incendio del 1822, la città della Finlandia del Nord è riuscita, nel corso del tempo, a rinascere completamente.

Oulu. Veduta del fiume Oulojoki
Il fiume Oulojoki

Non presenta attrazioni artistiche ed architettoniche di una certa importanza, se non lla Cattedrale e il Municipio, ma offre tante attività all’aperto, concerti e spettacoli.


Oulo – Cosa vedere

Video con commento audio (clicca sul titolo Oulu-Finlandia in alto a sx – oppure su Guarda su YouTube))


Piazza Kauppahalli

Per assaporare un po’di atmosfera finlandese, il posto ideale è sicuramente il Kauppahalli, la grande piazza che si affaccia sul porticciolo lungo il fiume.

Appena arrivati nella piazza si rimane incuriositi da una statua posta davanti al mercato coperto.

Toripolliisi

Si tratta del Toripolliisi, un piccolo monumento eretto in onore di tutti i poliziotti che nel tempo hanno prestato il loro servizio per la sicurezza e l’ordine della piazza.

Oulu. La statua Toripolliisi
Toripolliisi

La piazza è abbastanza grande per ospitare anche un mercato all’aperto formato da tante bancarelle ben fornite di molti prodotti locali.

Oulu. La piazza con le bancarelle
Piazza del Mercato-Kauppahalli

Mercato Coperto

Ma l’attrazione maggiore è data sicuramente dal Mercato Coperto che fu edificata per volere del consiglio comunale della città allo scopo di migliorare le norme igieniche e la sicurezza alimentare.

Oulu. Mercato coperto.
Mercato coperto

L’ edificio in stile neogotico e Art Nouveau fu progettato dagli architetti Karl Lindahl e Valter Thomé    che riconvertirono gli ex granai in botteghe artigiane.  

Cento anni dopo, la sala è ancora attiva. Comprende, tra le altre cose, un negozio di alimentari e un bar, ma principalmente negozi di pesce di tutti i tipi e varietà.

Vecchie case lungo fiume

La  parte particolarmente singolare di Oulu è quella  costituita da vecchie case rosse in legno occupate da caratteristici bar, pub e ristoranti.

Oulu. Tradizzionali case finlanddesi in legno.

Altre costruzioni simili, situate sulla passeggiata lungo il fiume, sono invece adibite a magazzini, negozi di articoli particolari e souvenir in genere. E’ in un certo senso un piccolo museo all’aperto, specialmente se entriamo in questi negozi e ci guardiamo intorno per osservare le strutture dei fabbricati.


Oulu – Conclusioni


Personalmente non partirei apposta per visitare Oulu, ma considerando che si trova su una tratta interessante, e che una sosta in questa città è strategicamente indispensabile, merita sicuramente una visita accurata per una maggiore conoscenza…due giorni non saranno troppi per chi ha tempo a disposizione.

Oulu. Aeroporto.
Aeroporto

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Cesky Krumlov – Un Paese da Fiaba

INTRODUZIONE

Cesky Krumlov é una cittadina molto singolare per la sua conformazione, con un tessuto urbano di eccezionale valore documentaristico. E’ un centro sottoposto a vincolo monumentale e protetto da normative UNESCO.

Vesky Krumlov. Panorama ripreso dall'alto con un drone.

Si trova in Repubblica Ceca, nelle immediate vicinanze del confine con l’Austria. Purtroppo, o forse per fortuna,  non sono molti i viaggiatori a conoscerne l’esistenza.

Cesky Krumlov. Vecchia Frontiera Austro-Ceca provenendo da Linz
Vecchia dogana Austro-Ceca

Provenendo da Linz, in Austria, la cittadina dista circa 65 km percorribili agevolmente attraverso una bella campagna, vecchi borghi e castelli.

Giunti a destinazione, non ci saranno problemi di parcheggio: ne esiste uno molto capiente all’ingresso del centro storico ad un costo contenuto.

Dal parcheggio si può raggiunge qualunque albergo e/o attrazione tranquillamente a piedi in pochi minuti.


La particolarità che attira subito l’attenzione del viaggiatore, consiste nel centro storico tutto raccolto in un ansa del fiume Moldava. Raccolto in modo così perfetto da pensare quasi che sia stata una mano divina a progettare e disegnare tutto questo.

Cesky Krumlov. Panorama del centro storico visto dall'alto

Cesky Krumlov, con poco più di 10.000 abitanti, in provincia di Praga,  incanta subito il turista anche per le sue  caratteristiche architettoniche. Per la  varietà dei colori delle facciate dei palazzi e per la fantasia dei tanti particolari conservati fino ad oggi com’erano all’origine.

Cesky Krumlov. Facciate di bei palazzi.
Centro STORICO

Qui  il tempo sembra che si sia veramente fermato.

Cesky Krumlov – Cosa Vedere

Le tre attrazioni principali del borgo sono costituite dalla piazza Náměstí Svornosti, la Chiesa di San Vito, e dallo stupendo castello.


Piazza Náměstí Svornosti

Una delle zone più interessanti e visitate di questo borgo della Boemia meridionale è senza dubbio la Náměstí Svornosti.

Cesky Krumlov. Piazza Namesti Svornosti vistq dall'alto.

Questo bellissimo spazio quadrato ha conservato fino ad oggi il suo impianto medievale e vanta anche una pregevole colonna della peste in stile barocco  con una fontana esagonale in pietra, oltre a un nutrito numero di case storiche con nuclei gotici e rinascimentali.

Tra tutti questi bei palazzi spicca in modo particolare quello del Municipio al di sopra del quale, su una collinetta, domina imperioso il bellissimo castello.

Cesky Krumlov. Sullo sfondo il Castello.

Chiesa di San Vito

Nelle immediate vicinanze della piazza,  si erge la bella chiesa di San Vito.  Vero gioiello di arte e di architettura. La chiesa, con la sua straordinaria fusione di stili e decorazioni risalenti al XIV secolo, i suoi affreschi e le sculture artistiche, vanta una storia di quasi 700 anni.

E’ situata su un promontorio sopra il tortuoso fiume Moldava, ed è una delle attrazioni più visitate di Cesky Krumlov .

Cesky Krumlov. Chiesa di san Vito vista dal Fiume.
Chiesa di San Vito

Cesky Krumlov – Il Castello

Impossibile lasciare Cesky Krumlov, senza prima aver visitato il suo castello, questa possente costruzione a protezione del paese e dei suoi abitanti, rassicurandoli con la sua presenza ben visibile da ogni punto della cittadina, sia di giorno che di notte.

Questa è sicuramente l’attrazione più famosa della città! La si raggiunge percorrendo  la strada principale che  dal cuore del centro storico conduce direttamente alla fortezza.

Cesky Krumlov. Il Castello
Il Castello

Il cuore del castello è il suo grande cortile centrale, da cui continuando a salire, si può godere di un panorama superlativo su tutto  il  borgo.


Video con Commento Audio


Non fatevi ingannare dallo strano nome di questa località ai più forse insignificante e sconosciuta. Guardate il video e scoprirete un paese veramente da fiaba dove il tempo sembra essersi fermato; tutto è ben curato e mantenuto fino ad oggi come era una volta, perfino nei tanti particolari. Tradizioni, arte, storia e cultura, anche nella cucina. Un paese di circa 10.000 abitanti nella Boemia meridionale, considerato un vero gioiello. Ne rimarrete sicuramente sorpresi


Ma queste non solo le sole attrazioni di Cesky. Tutto quanto ci circonda è un’attrazione: palazzi, particolari, bellissime vie acciottolate.

Gli scorci che si possono ammirare dai vari ponticelli in legno che attraversano la Moldava.

Cesky Krumlov. Terrazze di ristoranti sulla Moldava.

Insomma Cesky Krumlov é un borgo che vale assolutamente di essere conosciuto e visitato. Una stupenda destinazione della Repubblica Ceca che non vi deluderà assolutamente, ma al  contrario ne resterete sorpresi e meravigliati.

Cesky Krumlov. Panorama

Non dimenticate infine di assaggiare anche la tradizionale cucina Ceca, che tra i vari piatti che vi proporrà, non mancherà il singolare ed ottimo Gulash alla Birra, annaffiato con ottima birra, di cui la Repubblica Ceca ne è particolarmente ben fornita.

Cesky Krumlov. Gulash alla Birra.
Gulash alla birra

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Lavagna…non solo per studenti…!!!

C’è una cittadina in Liguria che dà il nome all’oggetto simbolo delle interrogazioni, terrore di tutti gli studenti, ma dove la scuola, così come il lavoro, si dimentica in un attimo. Si tratta di Lavagna, una località costiera in provincia di Genova, adagiata sul Golfo del Tigullio.

Lavagna. Ripresa col drone del litorale di Levante

E’ una cittadina molto dinamica il cui nome trae origine dal latino Lavania, poi diventato Lavagna. Con l’Ardesia, che proveniva proprio da questa zona, venivano realizzate le tradizionali strutture scolastiche che presero così il nome dalla località dove venivano prodotte: LAVAGNA.

La spiaggia di Lavagna è la più lunga di tutta la Riviera di Levante. La nautica da diporto è una delle attività principali della cittadina.

Chi decide di visitare Lavagna, non deve aspettarsi di trovare musei o monumenti famosi. Chi sceglie Lavagna per le proprie vacanze ne apprezza l’atmosfera semplice di vita cittadina. Passeggiate nei vicoli, sotto i portici e relax nelle piazzette dove la gente s’incontra, chiacchera e si ferma per bere qualcosa in compagnia.


Cosa vedere


La parte più attraente di Lavagna è il suo piccolo centro storico.  Di evidente origine medievale, conserva ancora antichi portici dove trovano posto molti locali tipici.

I Palazzi di Lavagna

Passeggiare all’interno del borgo ci permette di ammirare bellissimi palazzi, così ben curati ed affrescati con arte e gusto tipicamente ligure. Impossibile non fermarsi per ammirare anche i minimi particolari.

Ogni facciata è dipinta e decorata con stile diverso da quella accanto, a seconda del gusto del proprietario, ma sempre in sintonia con la caratteristica e inconfondibile arte ligure. I porticati confermano ovviamente le origini medievali della cittadina.

Casa Carbone

Tra vari palazzi così attraenti, ve ne sono altri meno appariscenti, ma storicamente molto importanti. È il caso della Casa Carbone, donata nel 1987 al FAI dagli ultimi proprietari, i fratelli Carbone.

Nel 2004 ‘immobile è stato trasformata in ” Casa Museo”. La struttura architettonica riflette la tipica costruzione regionale del XIX secolo.

Chiesa di Santo Stefano

In pieno centro storico, nella piazza Marconi, immersa in un particolare scenario, ci imbattiamo nella vera attrazione architettonica di Lavagna, assolutamente da non perdere. Si tratta della stupenda Chiesa di Santo Stefano. Una bellissima e singolare struttura situata in posizione eccezionale così come eccezionale è tutta la pavimentazione intorno all’edificio.

Lavagna. Chiesa di Santo  Stefano.
Chiesa di Santo Stefano

L’odierna struttura, voluta dalla popolazione, è opera di Giovanni Battista detto anche Gio Battista Ghiso, celebre architetto della Repubblica di Genova che s’ispirò ad un progetto del ben più noto Gian Lorenzo Bernini.  La chiesa ha origini antichissime: pare che un primo nucleo sorse intorno al VI secolo sulle strutture di un’antica fortificazione.

Lavagna. Bella veduta su piazza Marconi dal sagrato della chiesa di Santo Stefano.

Grazie ad un’apposita tassa sulla vendita del grano, imposta dalla municipalità lavagnese, si diede ufficialmente l’avvio alla costruzione dell’attuale chiesa posando la prima pietra il 15 agosto del 1650.

Qui il tempo sembra essersi fermato. La piazza della Basilica non ha subito alcun tipo di intervento e l’erba cresce tra i sassi.

Lavagna. Chiesa di santo Stefano.

La salita in mattoncini rossi porta alla scalinata e all’ampio sagrato così ben pavimentato da sembrare un grande tappeto.


Lavagna – Video Con Commento Audio


I dintorni di Lavagna – Cavi

Lasciamo Lavagna, ma solo dopo pochi chilometri, in direzione La Spezia, incrociamo un piccolo quartiere denominato Cavi. Qui una sosta è d’obbligo per ammirare la piccola, ma interessante chiesa della Santissima Concezione inserita in una piccola piazzetta in ottima posizione.

Cavi  di Lavagna.  Chiesa della Santissima Concezione.

Chiesa della Santissima Concezione

La chiesa parrocchiale della Santissima Concezione è situata nella zona più antica di Cavi, denominata Cavi Borgo. Costruita nel 1757 e decorata da marmi lavorati, é posizionata su una collinetta in località Belvedere, da cui si gode un panorama stupendo sul Golfo del Tigullio.

Cavi di Lavagna. Chiesa della Santissima Concezione.
Cavi di Lavagna – Chiesa della Santissima Concezione

Da qui si può ammirare anche gran parte del litorale con le singolari spiagge liguri.

CAvi di Lavagna. Riviera di Levante.

Lavagna – Conclusioni

Lavagna è solo una delle tante località che la Liguria può offrire al turista. Molti sono i paesi e borghi storicamente interessanti, come Vezzano Ligure, sempre a poca distanza dalle spiagge. Questo permette così di diversificare a proprio piacere la vacanza tra arte, storia, tradizioni, cultura e mare.

Cavi di Lavagna. Le spiagge

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Vezzano Ligure – Due Borghi in Uno

Vezzano Ligure – Origine del Borgo.

Nell’alto medioevo, a protezione del  passo che congiungeva il Golfo della Spezia con la valle della Magra, veniva  costituito un presidio stradale fortificato che successivamente andò sviluppandosi. Si formò così un borgo che dopo alcuni passaggi di mano divenne proprietà della famiglia Vezzano.  Nasce così Vezzano Ligure, la meta di  questo articolo.

Nonostante la sua lunga e ricca storia, l’inconfondibile tessuto urbano medievale, interessanti rilevanze architettoniche e la stupenda posizione che occupa, non è  “a torto” una consueta meta turistica.

E’ impossibile tuttavia non notarlo se siamo diretti verso La Spezia. Basterebbe una semplice deviazione per raggiungere e visitare questo bellissimo borgo.

Vezzano Ligure. Veduta di Vezzano inferiore.
Vezzano Inferiore

Vezzano Ligure – Cosa vedere a Vezzano Inferiore


Chiesa dei Santi Sebastiano e Maria Assunta

Appena arrivati a Vezzano Inferiore, a colpirci subito é la bella chiesa dei Santi Sebastiano e Maria Assunta. E’ posizionata in un bellissimo contesto, all’estremità della Piazza del Campo, oggi denominata piazza del Popolo, in memoria dell’eccidio commesso dai Nazi-Fascisti il 7 Dicembre del 1944.

Vezzano Ligure. Piazza del popolo con la Chiesa dei Santi Sebastiano e Maria Assunta.
Chiesa dei Santi Sebastiano e Maria Assunta

Struttura Medievale del borgo

Al disotto della piazza, sul lato destro, può cominciare il nostro viaggio nel tempo all’interno  del borgo, tra vecchie costruzioni, stradine acciottolate, vicoli e sottopassaggi.

Vezzano Ligure. Stradine all'interno del borgo.

Non esiste un itinerario vero e proprio.  La bellezza di questa parte del borgo, sta proprio nel fatto di poter scoprire tanti angoli caratteristici, particolari curiosi e vecchi palazzi, semplicemente passeggiando senza meta, in tutta tranquillità e respirando questa singolare atmosfera medievale.

Vezzano Inferiore offre una interessante struttura urbana di tipo anulare e conserva più di una testimonianza del periodo feudale. Nel XII secolo, a Vezzano Inferiore, venne eretta una torre a pianta pentagonale, oltre le mura e collegata con un ponte al castello. Attualmente sono rimasti solo alcuni resti del castello mentre la torre è ancora in buono stato.

Tradizione Musicale

Dal 1889 Vezzano vanta anche un’importante tradizione musicale. Tale tradizione si è consolidata oggi con la formazione della nota banda Puccini, che proprio qui ha la sua sede in un’ antica chiesa.

Vezzano Ligure. Sede della filarmonica Puccini.
Sede della Filarmonica Puccini

Tra Particolari e Curiosità

Continuiamo a passeggiare osservando i tanti  piccoli e simpatici particolari disseminati un po’ ovunque. Ci fermiamo ogni tanto ad ammirare qualche bella veduta sulla valle. Arriviamo così lentamente, senza neppure accorgersene, a Vezzano superiore.


Vezzano Ligure – Cosa Vedere a Vezzano Superiore


Questo è il borgo posto più in alto tra i due agglomerati principali di Vezzano Ligure. E’ qui che Il primo e significativo nucleo abitativo è sorto, proprio  a Vezzano Superiore intorno al X secolo.

Da quassù si gode di una bella vista a 360° con pochi eguali nella zona, sulla val di Magra, la val di Vara e sul Golfo di La Spezia.

Via Castello

Ma oltre alle belle vedute, Vezzano Superiore offre anche attrazioni storiche e architettoniche  rilevanti. Basta soffermarsi in via Castello, con il caratteristico pozzo al centro e guardare in giro per ammirare i palazzi, le inferriate, le panchine, i colori delle facciate.

Vezzano Ligure. Via Castello con al centro il caratteristico Pozzo.
Via Castello

Chiesa di Nostra Signora del Soccorso

Ma ci potremo godere altrettante bellezze imboccando una piccola scalinata in via Castello che scende nella piazza di Nostra Signora del Soccorso.  Ed anche da qui troveremo bei palazzi, i colori delle facciate, la bellissima chiesa e la singolare piazza da dove si può ammirare uno stupendo panorama.


Video con Commento Audio


Anche a Vezzano superiore, passeggiando con calma senza una precisa meta, incontreremo particolari e rifiniture originali, angoli  pittoreschi…tante,  tante cose da osservare ed apprezzare.


Vezzano Ligure – Conclusioni


Saremo ampiamente ripagati di tutto  il tempo dedicato a questi due agglomerati, inferiore e superiore, che formano però un unico borgo: Vezzano Ligure. Una località imperdibile, interessante, ricca di storia e posizionata splendidamente sulle bellissime colline della Liguria, ricche di tanti altri borghi e paesi interessanti, tra i quali Tellaro e Montemarcello.

Vezzano Ligure. Alcuni simpatici particolari.

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Bergen – Ex Capitale della Norvegia

Bergen – Presentazione

Circondata da sette colline e sette fiordi, Bergen gode di una stupenda posizione su due bracci di mare, come ben si nota dall’alto, arrivando in aereo.

Bergen. In arrivo  con l'aereo.

E’ una città dal fascino ammaliante. Giovane e vivace grazie anche alla nutrita presenza di studenti, tra i quali molti Italiani, che la rendono il centro culturale più attraente della Norvegia.

Bergen. Studenti in uno dei quartieri di Bergen.

Dal monte Floyen, raggiungibile con una comodissima e moderna funicolare, potrete avere subito una visuale completa di tutta la città. Avrete modo di farvi un idea esatta sui punti più importanti da visitare. Sarete così più disinvolti negli spostamenti.

Il panorama che si gode da quassù non ha eguali; è veramente spettacolare e comprende tutta la città.

Bergen – Un po’ di Storia

Già agl’inizi del medioevo Bergen era un importante porto marittimo e faceva parte della potente Lega Anseatica che proprio in questa città aveva una delle sedi più importanti d’Europa.

In quel periodo la città era anche la Capitale della Norvegia, un’eredità visibile nelle splendide case in legno di Bryggen, un quartiere inserito dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità.

Bergen. Case in legno nel quartiere di Bryggen.

La città nasce nel 1070, ed oggi Bergen è il secondo centro più popoloso della Norvegia, dopo Oslo, con 270.000 abitanti.


Bergen – Visita della città


TORGET

Come tutte le località, anche Bergen ha il suo punto di attrazione principale che richiama subito a sé il viaggiatore e questo è il Torget, la piazza più animata e colorata della città.

Bergen. Torgen, la piazza più  animata di Bergen.
Torget

Raggiungere a piedi questa piazza, dal capolinea dei bus in Festplassen, consente di ammirare già una parte del centro storico, con grandi piazze dalle quali si staccano altre piccole piazzette con locali caratteristici; fontane monumentali, come quella in Torgallmenningen, la piazza più grande e più  frequentata di Bergen, dedicata ai marinai norvegesi.

Quando finalmente arriviamo nel Torget, ci rendiamo subito conto di avere intorno a noi tutta la parte più bella e caratteristica di Bergen.
Dal porto, con la sua possente fortezza, al quartiere Bryggen, il punto più affascinante della città con le sue antiche e colorate case medievali.

Dal tradizionale mercato del pesce all’aperto, la parte più animata e frequentata, ad altri quartieri meno noti ma pur sempre molto caratteristici.


MERCATO DEL PESCE

Ma chi la fa veramente da padrone nel Torget è sicuramente il mercato del pesce.

Bergen. Mercato del  Pesce.

Tanti banchi con le più svariate specie di pesce, dal merluzzo a l’halibut, dal salmone ai più disparati tipi di molluschi e crostacei, compresi i King Crab ancora vivi, i famosi granchi giganti.

Non mancano poi tradizionali piatti già pronti da portare via o mangiare sul posto, compreso i filetti di balena.

Bergen. Mercato  del pesce. Filetti di  Balena.
Filetti di Balena

I viaggiatori più esigenti, potranno servirsi dell’altro mercato adiacente, quello chiuso, molto adatto specialmente nelle giornate fredde e piovose, dove poter assaggiare con tutta tranquillità, tanti buoni piatti comodamente seduti e riparati dalle intemperie.

Bergen. Mercato al chiuso.
Mercato al chiuso

BRYGGEN

A pochi passi dal Torget, una lunga schiera di coloratissime case in legno affacciate sul mare, richiama l’attenzione del turista. Si tratta di Bryggen, il suggestivo quartiere medievale di Bergen.

Bergen Turisti ai tavolini nel quartiere Bryggen.

E’ uno dei luoghi più belli al mondo che ha saputo mantenere intatta nel tempo la sua forma originaria, permettendo all’umanità intera di conoscere abitudini e stili di vita di una potente comunità mercantile: la Lega Anseatica.

La forma originaria degli edifici era così composta: sulla facciata principale si trovavano gli uffici e le abitazioni; all’interno c’erano i magazzini, mentre sul retro vi erano le aule assembleari della Lega, le cucine e alcune strutture in pietra utilizzate per la conservazione della merce più costosa.

Tra una casa e l’altra, nella parte interna, si aprono delle piccole strettoie con funzione di cortile, condiviso tra più abitazioni.

Bergen. Cortili interni.

Queste case, mantengono anche oggi la medesima struttura di un tempo nonostante le numerose distruzioni e ricostruzioni subite dal quartiere nel corso dei secoli.  

Bergen. Vecchie case ancora oggi così mantenute.

Fantoft Stavkirke

Lasciamo il centro storico e dedichiamo un po’ di tempo anche alla periferia. Con il comodissimo ed efficiente servizio di tram, ci rechiamo nel sobborgo di Paradis per visitare la singolare e storica chiesa Fantoft Stavkirke.

Bergen. Verso i sobborghi con il  tram.

Le singolari “stavkirke”, particolari chiese costruite interamente in legno, sono tra le costruzioni più diffuse sul territorio norvegese. Molte di queste risalgono addirittura a 900 anni fa.

Bergen. Vista dall'alto della Fantoft Stavkirke

La Fantoft Stavkirke fu costruita nel Sognefjord intorno al 1150 e trasferita qui nel 1883. In realtà quella che osserviamo oggi è una riproduzione. L’originale fu infatti distrutto da un incendio appiccato da un musicista heavy metal satanista, agli inizi degli anni ’90.

Bergen. Chiesa Fantoft Stavkirk

Interessante conoscere la storia di questo satanico musicista Euronymous


FESTPLASSEN

Dopo il Bryggen, sicuramente questo è il punto più bello della città specialmente nelle giornate di sole. Un bellissimo lago in uno stupendo spazio verde dove sedersi per un po’ su una panchina ed ammirare tutto quanto ci circonda. 

Bergen. Vista del lago.

Non potrete evitare questo luogo, in quanto è qui il capolinea dei Bus. Nelle immediate vicinanze si trova anche il noto museo KODE che si divide in quattro sezioni.

Bergen. Veduta dall'alto di Festplassen.

MUSEI

Molti sono i musei da visitare e tutti interessanti. Quello della Lega Anseatica e il Fiskerimuseum, il museo della pesca, sono a mio avviso da non perdere.

Il primo si trova subito dietro il quartiere Bryggen ed il secondo raggiungibile con il bus, un paio di chilometri dopo il porto.

Bergen – Consigli

Non fatevi mancare una bella escursione in qualche fiordo (Mostraumen è consigliabile), ma fate attenzione al tempo quando prenoterete l’escursione.

Se piove o tira troppo vento, sarete costretti a restare chiusi nel battello senza godervi niente. I fiordi sono stupendi quando, con il sole, la luce artica esalta i colori

Come non dovrete farvi mancare la buona cucina norvegese, ricca di tutto: verdure, carne, pesce e dolci.

Assaggiate la Renna, buonissima sia a filetti in forno che come stufato. Non fatevi condizionare ed assaggiate la balena: carne rossa buonissima, che non ha niente a che veder con il pesce.

Il salmone norvegese, insieme a quello scozzese è sicuramente il migliore. Per gli amanti del baccalà, ci sarà da sbizzarrirsi con le innumerevoli ricette, sempre buone e appetitose.

Bergen. Baccalà con patate

L’unico forse che non sarà tanto d’accordo con la cucina, sarà il vostro portafoglio. D’altronde ormai si sa che la Norvegia è uno dei Paesi più cari al mondo.

Bergen – Conclusioni

Bergen è una città che è riuscita a coniugare in modo perfetto il suo rapporto con il mare, che le ha dato ricchezza e fama in tutto il mondo, e con le montagne che la circondano, particolarmente apprezzate dai viaggiatori in questi ultimi anni.

Una città con i suoi particolari e spesso invidiabili stili di vita.

Bergen. Una via  del centro. Bambini vengono trasportati con nuovi moderni mezzi di locomozione.

Un città assolutamente da visitare, la seconda della Norvegia dopo Oslo, ma seconda solamente per popolazione, non certamente per importanza, bellezza e interesse.

Bergen. Atterraggio all'aeroporto.

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San Michele – Gioiello Medievale

San Michele è uno dei Borghi Lucchesi, in alta Garfagnana, posizionato su un poggio a cavallo tra due paesi: a est Piazza al Serchio, una volta capolinea della ferrovia Lucca-Aulla e a ovest Nicciano.

Quest’ultimo è un castello fondato nel XIV secolo dai Malaspina con un ruolo primario nel sistema difensivo dell’alta Garfagnana.

San Michele. Uno scorcio di Nicciano

Ma torniamo a San Michele. La nostra meta è divisa in due borgate dal torrente Acqua Bianca, e collegate tra loro da un ponte.

Le Maestaine

Accanto al ponte, prima del suo attraversamento, notiamo una maestaina molto ben tenuta.

Le Maestaine, ancora oggi, rappresentano un patrimonio storico – religioso straordinario ma, allo stesso tempo, poco conosciuto. Esempi di un’arte e di una pietà popolare, le Maestaine sono numerosissime in tutti i paesi della Garfagnana.

San Michele. Una maestaina a Nicciano

Sono una presenza silenziosa, che sfugge spesso all’occhio distratto del passante.

Queste forme d’arte si trovano un po’ ovunque. Nel mezzo dei paesi o in aperta campagna, per proteggere dai pericoli esterni. Ai margini dei campi, per preservare i raccolti. Agli incroci, a protezione dei passanti, o con funzione votiva, per ringraziare di uno scampato pericolo collettivo o individuale


…ma adesso attraversiamo il ponte ed entriamo nel  castello.

San Michele. Accesso al borgo

SAN MICHELE – Storia

La sua origine si pensa che sia Longobarda e  due validi motivi lo confermerebbero.

San Michele. Ingresso al  Castello

In primo luogo la devozione all’Arcangelo Michele che è tipica di questo popolo. In secondo luogo, i nobili di San Michele erano di origine longobarda, come un po’ tutti quelli presenti in Garfagnana in quel periodo.

San Michele – Cosa Vedere

Questo borgo, a  molti sconosciuto, è un piccolo nucleo fortificato con vecchie case in pietra ancora oggi ben conservate e ben curate.

San Michele. Particolare di  case in pietra

Le poche e strette vie e i suggestivi scorci creati dai sottopassaggi, ci trasportano, con un po’ di fantasia,  indietro nel tempo, nell’era  medievale.

Seppur molto antico, San Michele non ha comunque nessuna particolare attrazione, se non quella di essere un piccolo gioiello medievale. E’ singolare a tal punto da  trasmettere nel visitatore un’atmosfera del tutto  unica.


Video con Commento Audio


Conclusioni

Il borgo é abitato da poche persone, orgogliose del loro piccolo luogo di residenza. Orgoglio che hanno mantenuto nel tempo come lo dimostra il buono stato con cui conservano questo vecchio paesino.

San Michele. Particolare di una abitazione

Nel medioevo molte erano queste situazioni di piccoli  castelli, borghi e agglomerati al servizio del feudatario o del vassallo. Situazioni queste andate purtroppo perdute o distrutte nel tempo.

Fortunatamente non è  stato così per san Michele. Un borgo singolare e caratteristico da non perdere in un viaggio nell’alta Garfagnana…una regione della provincia di Lucca ricca di borghi e agglomerati storici, ma forse nessuno così particolare come San Michele.

San Michele. Veduta del castello

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Kirkenes – Terra dei Sami


Notizie Generali


Kirkenes…

…piccola cittadina con circa 3.500 abitanti, rappresenta il capolinea della Hurtigruten, il postale dei fiordi, che qui termina il suo viaggio verso il Grande Nord.

Kirkenes. Hurtigruten in porto.
Hurtigruten in Porto a Kirkenes

Da qui si può tornare solo indietro verso Bergen dopo aver trascorso un po’ di tempo in questa piccola località.

Ci troviamo nel Grenseland, terra di confine fra Norvegia, Russia e Finlandia. Appena 15 km dalla Russia e circa 50km dalla Finlandia.

Kirkenes. Cartina Norvegia.

Questo posto minuscolo e anonimo, che delude le aspettative di molti viaggiatori, ha una marcata atmosfera di frontiera. Noterete cartelli segnaletici scritti sia in Norvegese sia in alfabeto cirillico e spesso sentirete parlare russo tra gli abitanti.

Kirkenes. Cartelli bilingue.
Kirkenes – Cartello bilingue

Kirkenes – Cosa vedere


Anche se la cittadina non offre niente di particolarmente interessante, ci sono i presupposti per fermarsi comunque anche un intero giorno.

Kirkenes. Distanze chilometricche mondiali.
Kirkenes – Emporio

Non potendo al momento, per ovvi motivi, fare un’escursione in territorio russo, possiamo però fare una breve incursione nella Lapponia finlandese. Sarà un’ottima opportunità per poter ammirare foreste stupende.


Escursione nella Lapponia Finlandese

Kirkenes. Frontiera finlandese.
Frontiera Finlandese

Una volta entrati nel territorio Suomi o meglio degli antichi Finni, si noterà subito una netta differenza di panorami e paesaggi tra i territori Sami norvegesi fatti di fiordi con montagne scoscese, altopiani e radure con pochissima vegetazione e quelli Finlandesi con foreste, laghi e fiumi.

Questa è una terra che rappresenta il selvaggio nord della Finlandia. E’ l’ultimo rifugio dei Sami finlandesi, persone che vivono di allevamento delle renne diffuse in gran numero ovunque.

Percorrendo le strade della Lapponia finlandese, dobbiamo prestare molta attenzione a questi animali. Ci dobbiamo fermare sempre quando li incrociamo a causa della loro sbadataggine ed assoluta mancanza di percezione del pericolo stradale.

Kirkenes. Renne in strada.

Video con Commento Audio


Cosa vedere in città

Dopo aver passeggiato un po’ per il centro, ci spostiamo nel sobborgo di Storhaugen. Qui troviamo il monumento all’Armata Rossa che commemora la liberazione del Finnmark da parte dei soldati russi nell’autunno del 1944.

Kirkenes. Monumento all'Armata Russa.
Monumento all’Armata Russa

Nei pressi del monumento, quando è aperta al pubblico, si può visitare la Grotta di Anders (Andersgrotte). Questa è una delle gallerie costruite sotto la città come rifugio antiaereo durante gli oltre 300 bombardamenti che rasero al suolo completamente la città.


Dintorni di Kirkenes

Una attrazione, dove si può trascorrere un po’ di tempo in totale relax, è rappresentata dal Gabba Reindeer e l’Husky Park.


Husky Park

Questo parco, situato su una collina a circa 15 minuti dalla città, ci dà la possibilità di visitare un centro di permanenza e addestramento di cani da slitta, in prevalenza Husky.

Si potranno osservare da vicino le tradizionali slitte in riparazione o manutenzione per essere pronte al cadere della prima neve.

I cani da slitta sono estremamente amichevoli. Per cui si può passare un po’ di tempo giocando con loro. Addirittura possiamo sceglierne uno per farci insieme una passeggiata.


Kirkenes Snow Hotel

All’interno sempre del parco, non dovremo assolutamente perderci la visita del primo e più famoso hotel al mondo, sotto la neve: il Kirkenes Snow Hotel.

Kirkenes. La Hall del Kirkenes Snow Hotel.
La Hall del Kirkenes Snow Hotel

E’ un esperienza veramente unica entrare in un hotel con 5° di temperatura sotto zero, dove tutto é di ghiaccio. Il Bar, la reception e una lunga scala completamente di ghiaccio, che scendendo nel sottosuolo, ci introduce in un salone ispirato a Santa Claus.

Ma molto particolari e incredibili sono le camere. Vi si accede attraverso un lungo corridoio scavato completamente nella neve.

Kirkenes. Corridoio delle camere.
Corridoio delle Camere

Queste sono fornite di 2/3/4 letti completamente di ghiaccio, coperti con pelli di renna.

Kirkenes. Una camera a quattro letti.
Una Camera a quattro letti.

Tutti gli inverni vengono impiegati 15.000 metri cubi di neve e 25 tonnellate di ghiaccio, per costruire questa effimera struttura.


Kirkenes – Considerazioni finali


E proprio a Kirkenes il sole di mezzanotte ci permette ancora di più, rispetto ad altre località, di passeggiare e fotografare con la luce del sole a qualunque ora, anche ben oltre la mezzanotte, come noterete da queste immagini.

Kirkenes. La parrocchiale.

Nonostante la mancanza di particolari attrazioni, Kirkenes viene comunque visitata ogni anno da oltre 100.000 viaggiatori, per lo più passeggeri del postale dei fiordi, l’ormai noto Hurtigruten. Viaggiatori che proprio qui terminano, con nostalgia, ma con tanta soddisfazione, il loro lungo viaggio nel Paese dei Fiordi: La Norvegia.

Kirkenes. Vista del porto dall'alto.
Kirkenes-Vista del porto col drone

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Isole Lofoten. Veduta dall'alto di Honningsvaer

Lofoten – Le “Fantastiche” isole norvegesi

Lofoten – Quali e quante sono queste isole

Per prima cosa dobbiamo capire che cosa s’intende per Isole Lofoten.

Le isole Lofoten sono un arcipelago della Norvegia che si estende a nord-ovest tra le contee di Nordland e Troms.

Lofoten. Cartina delle Isole dell'Arcipelago.
Isole Lofoten

L’arcipelago è composto da sei isole; Austvagoya, Gomsoya, Vestvagoy, Flakstadoya, Moskenesoya, Vaeroy.

Le prime cinque sono tutte in sequenza, quindi visitabili in auto senza necessità di alcun traghetto, mentre l’ultima (Vaeroy) si trova ad una distanza di circa 25 chilometri via mare da “A i Lofoten“.


Lofoten – Come arrivare


Per chi proviene da Sud e deve arrivare sulle Isole Lofoten, può raggiungere Moskenes traghettando da Bodo. Per chi invece proviene da Nord (da Tromso) deve raggiungere Svolvaer.

Soggiornando a Tromso, personalmente ho scelto quest’ultima località come base strategica per visitare le Lofoten.

Considerata la Capitale di queste isole, Svolvaer è una cittadina portuale vivace anche fino a tarda sera grazie al sole di mezzanotte, che ci permette di visitarla e passeggiare per le sue strade fino a tarda ora.

Lofoten. Locale tipico a Sv olvaer.
Svolvaer dopo la mezzanotte

Per arrivare a Svolvaer, uno degli itinerari, forse il più agevole, sarà quello di raggiungere da Tromso la località di Gryllefjord, da dove traghetteremo verso Andenes, nelle Isole Vesteralen. Si scenderà poi verso Sud traghettando di nuovo da Melbu a Stronstad per poi raggiungere, dopo circa mezz’ora, Svolvaer.

Lofoten. Itinerario per Svolvaer.

Lofoten – Introduzione


Appena sbarcati, si noterà subito la differenza di paesaggio, di luce e di colore tra le Lofoten e le vicine Vesteralen.

Lofoten. Arrivo a Svolvaer.
Svolvaer

Non potrete dimenticare mai il momento in cui vi appariranno per la prima volta le Lofoten. La bellezza del luogo è semplicemente sbalorditiva. Le montagne che si gettano a strapiombo sul mare, coperte a tratti da verdi e fresche foreste, e il dedalo di fiordi tutto intorno a noi, attirano a tal punto lo sguardo da rimanere fermi, incantati ad osservare tutta questa incredibile natura. La bellezza particolarmente intensa della luce artica è indimenticabile.   

Lofoten. Riprese dall'Alto.

Le isole sono tutte collegate tra loro da gallerie e ponti stradali.  La famosa strada europea E10, considerata la Strada più bella del mondo, attraversa tutte le Lofoten con una sede stradale piuttosto stretta, che abbassa sensibilmente i limiti di velocità, ma che ci consente, allo stesso tempo, di ammirare con calma bellissimi paesaggi.

Su ogni isola troverete villaggi pittoreschi, dove fermarsi, passeggiare, respirare questa atmosfera nordica così intensa e magari sostare in qualche ristorante del posto per assaggiare alcuni piatti tipici, come lo spezzatino di renna ed un assaggio di carne di balena.

Il clima delle Lofoten è ovunque incredibilmente mite grazie all’influenza della Corrente del Golfo. Questo permette, anche agli abitanti delle isole, di frequentare in estate le bellissime spiagge che arricchiscono ancora di più il paesaggio.

Lofoten.  La bellissima spiaggia di Rambergstranda ripresa dall'alto.
La spiaggia di Rambergstranda

Il sole di mezzanotte inoltre contribuisce non poco ad ammirare ed apprezzare questi panorami anche fino a tarda ora.

Nonostante molti siano i villaggi delle Lofoten, per avere un quadro abbastanza completo di questo arcipelago, sarà sufficiente visitare quelli più noti e pittoreschi che si trovano nella parte meridionale delle isole.


Lofoten – Cosa Vedere


A tal scopo dovremo seguire l’itinerario che da “Svolvaer” si snoda fino a “A i Lofoten” passando attraverso Henningsvaer per poi risalire verso nord fino ad incrociare la famosa strada europea E10. Da qui si prosegue per poi scendere a sud verso Nusfjord. Di nuovo si risale verso la E10 per raggiungere finalmente Hamnoy, Reine e A Lofoten.

Lofoten. Itinerario attraverso i maggiori villaggi delle Lofoten.

Video con Commento Audio


Henningsvaer

La visita di Henningsvaer costituisce senza dubbio il primo vero approccio con le Lofoten.

Lofoten. Vista dall'alto  di Henningsvaer.
Henningsvaer

Abbarbicato all’estremità meridionale dell’Isola Austvagoy, il villaggio è situato su tre isolette separate da canali e collegate da due ponti.

Oggi Henningsvaer è il più importante villaggio di pesca dell’intero arcipelago. Qui il merluzzo e lo stoccafisso la fanno veramente da padroni.

Un vecchio detto locale dice: sono un vero merluzzo delle Lofoten perché sono nato a Henningsvaer.

Il soprannome di Venezia delle Lofoten può sembrare un po’ eccessivo, ma si tratta della località più luminosa, allegra e di tendenza dell’intero arcipelago.

Lofoten. Ripresa dall'alto del canale di Hennigsvaer.

Nei pressi di Henningsvaer, in ottima posizione ed assolutamente da visitare, si trova la chiesa Vagan, in stile neogotico, completamente in legno e ristrutturata nei suoi colori originali.

Inaugurata nel 1898, conta 1200 posti a sedere, ed è a tutti gli effetti la Cattedrale delle Lofoten.


Skreda

La distanza tra Henningsvaer ed villaggio di Nusfjord è di circa un’ora e mezza, per cui una piccola sosta a circa metà percorso, è d’obbligo. Questo consente anche di ammirare un altro piccolo villaggio di pescatori.

Lofoten. Villaggio di Skreda ripreso dall'alto.
Skreda

Skreda è situato in uno dei tanti punti panoramici lungo la strada europea E10 dove una sosta è davvero d’obbligo.


Nusfjord

Ed eccoci ad uno dei più incantevoli villaggi della Norvegia settentrionale. Stiamo parlando di Nusfjord, situato in un contesto naturale veramente meraviglioso.

Lofoten. Immagine dall'alto di Nusfjord.
Nusfjord

Nusfjord è un incantevole villaggio di pescatori costruito su palafitte risalenti al secolo XIX.

E’ tra i villaggi meglio conservati delle Lofoten

Raccolto tutt’intorno ad un minuscolo porto riparato, Nusfjord sembra un tesoro nascosto con le sue case di legno tinte di rosso.

Lofoten. Particolare del  porticciolo di  Nusfjord.

D’estate i pescatori affittano ai turisti le loro “rorbuer“, le tipiche case rosse ed alcune vengono affittate anche a negozietti ed atelier. Come in tutti i villaggi, anche qui non mancano le teste di stoccafisso e di altri pesci, divenuta ormai questa una tradizione.


Hamnoy

Proseguendo lungo la strada E10, prima di raggiungere Reine la meta più importante dell’arcipelago, a soli 8 km incontriamo il piccolo paese di Hamnoy, situato sopra un’isoletta.

Lofoten. Veduta di Hamnoy.
Hamnoy

Questo villaggio di pescatori, uno dei più antichi dell’intero arcipelago, rischia di passare inosservato. Invece vale la pena di esplorare questo piccolo angolo delle Lofoten. Anche qui è facile trovare le tipiche costruzioni in legno sulle quali vengono appesi i merluzzi ad asciugare all’aria: gli stoccafissi.


Reine

In brevissimo tempo si raggiunge Reine, uno dei centri più importanti e più belli delle Isole Lofoten.

Sicuramente la meta più ambita, grazie al suggestivo scenario che ne fa da cornice, è uno dei borghi più fotografati ed ammirati.

Lofoten. Veduta di Reine.
Reine

Un tempo centro della vita commerciale delle Lofoten, oggi si è trasformato in borgo turistico con poco più di 300 abitanti. Le case dei pescatori, ovvero le rorbuer, sono state trasformate in caratteristiche e ricercate case per turisti. Si tratta delle ormai onnipresenti e tipiche casette norvegesi.


A i Lofoten

La A è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese…e l’ultimo paese delle isole Lofoten, il più meridionale che si possa raggiungere, al terminal della strada europea E10.

Lofoten. Veduta di A i Lofoten.
A i Lofoten

“A i Lofoten” è un paese museo, assolutamente da visitare. Si tratta di un piccolo villaggio di pescatori all’interno del quale è stato sviluppato un percorso per rivivere tradizioni, usi e costumi di un tempo.

Lofoten. Pulitura del pesce appena pescato.

Qui il pesce è sempre fresco.

Appena pescato viene pulito con un attenzione e con una cura che solo i pescatori del luogo sanno fare.

Intanto i gabbiani, che qui nidificano ovunque creando non pochi problemi, aspettano con pazienza il loro momento del pasto.


Isole Lofoten – Conclusioni

Forse nessuno si è mai chiesto come mai in Norvegia siano così diffuse le case tinte di rosso: la risposta è molto semplice: questa era la vernice più economica. Poi col tempo è diventata una tradizione in tutto lo Stato.

Lofoten. Case su palafitte.

Le Lofoten sono una parte della Norvegia da visitare, da gustare e godersi con calma. Non esiste al mondo un altro ambiente simile. Paesaggi, luci e colori indescrivibili, villaggi da favola, panorami inimmaginabili che sembrano essere stati creati apposta da un artista divino.

Difficile da spiegare e far comprendere seppur con l’aiuto delle più belle foto e dei più curati video. E’ indispensabile vivere tutto questo sul posto per cui bisogna andare in Norvegia e Visitare l’Arcipelago delle Lofoten.

Lofoten. Tipiche rorbuer.
Reine – Tipiche “rorbuer“

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La foto rappresente la manifestazione che ha reso più famoso il Borgo

Cerageto – Il Paese degli Orti


Introduzione


Cerageto

Cerageto. All'interno del borgo

Moltissimi sono i borghi, paesi e villaggi in Toscana ed anche la regione della Garfagnana, in provincia di Lucca, ne è particolarmente ricca.

Spesso si tratta di borghi veramente piccoli, senza interessi artistici o architettonici, ma così ben tenuti e caratteristici che ne vale la pena di visitarli.

Tutti hanno comunque un interesse turistico comune non indifferente: sono ricchi di storia interessante da sapere, per comprendere ed approfondire sempre di più la conoscenza del nostro territorio.

Cerageto. Monumento ai caduti

Cerageto è uno di questi borghi, una frazione del comune di Castiglione di Garfagnana, in provincia di Lucca, nel territorio dell’alta Garfagnana, in Toscana.


Come arrivare


Da Lucca si raggiunge agevolmente il borgo puntando su Castelnuovo di Garfagnana, Pieve Fosciana, Castiglione di Garfagnana e dopo soli 4,5 chilometri si arriva a Cerageto.

Cerageto. Mappa dell'itinerario da Lucca.

Si tratta di un paesino veramente piccolo, situato a 837metri slm con soli 145 residenti, senza particolari interessi artistici o architettonici. Ma interessante è la sua storia come tanti altri villaggi della Garfagnana.

Cerageto. Abitazioni ristrutturate

Cerageto – Storia

Come molti altri borghi della zona, anche questo è stato fondato in età longobarda, quando i dominatori d’oltralpe vi fondarono un loro santuario, chiamato “dalubro” (santuario di antichissime origini).

Le prime notizie di Cerageto si hanno già nel periodo antecedente l’occupazione dei Longobardi,  intorno al 1168, quando iniziò un lento e graduale spopolamento dal vicino villaggio di Montepigole, proprio verso il luogo che diventerà successivamente Cerageto. Causa del graduale abbandono di Montepigole, fu il fatto che da questa altura, gli Estensi insidiavano continuamente il borgo fortificato di Castiglione di Garfagnana.

Cerageto. Interno di un cortile.

Nel 1370 molte terre garfagnine si ribellarono alla repubblica di Lucca e fra queste anche Cerageto.

Nel 1453 i Lucchesi, vedendo ancora segni di ribellione, distrussero le case ed il castello.


Cerageto – Cosa vedere

Cerageto. Panorama sulle Apuane.

Oltre all’aspetto storico, il  borgo è tenuto così bene, pulito, ordinato con tutte costruzioni ben ristrutturate, che è  veramente un piacere anche solo passeggiare all’interno del villaggio per osservare le case in pietra, tanti  piccoli particolari, ed il panorama tutt’intorno che ne fa da cornice.

Infatti da qui si possono osservare sia le Alpi Apuane Centrali che quelle Settentrionali.

Cerageto.. Veduta sulla Pania di Corfino.
Pania di Corfino

A spiccare tra tutti gli edifici, nel tracciato cittadino, è la Chiesa di San Martino del Duecento. L’edificio presenta quattro altari e un importante organo. Annessi vi sono il campanile e l’oratorio.

Cerageto. Chiesa di San Martino
Chiesa di San Martino

Poiché la visita del borgo richiede pochissimo tempo, ci si può organizzare per visitare altri borghi nella zona, come lo stesso Capoluogo della zona: Castiglione di Garfagnana.

Cerageto. Veduta di Castiglione di Garfagnana
Castiglione di Garfagnana

Nella pizza centrale si può mangiare ed acquistare prodotti tipici, come pasta, farro, farina di castagne, formaggi, salumi, funghi porcini, confetture, miele e legumi.


Cerageto – Manifestazione degli Orti


Oltre che per il suggestivo panorama che si gode sulle Apuane, Cerageto merita di essere visitato per l’appellativo che si porta appresso dal 2011: ” Il Paese degli Orti”.

Cerageto. Orti all'interno del villaggio.
L’orto del paese

Ogni anno infatti si svolge una vera e propria sfida paesana tra coloro che riusciranno a fare il miglior orto.

Una vera e propria giuria decreta il vincitore sulla base di diversi parametri, come la ricchezza degli ortaggi, la varietà, la precisione e la pulizia.

Cerageto.  Interno del borgo.

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